Il cardinale George Pell è stato incriminato per un'accusa davvero infame. Stiamo parlando, purtroppo ancora una volta, di pedofilia. L'inchiesta coinvolge uno degli uomini più potenti di tutto vaticano, giunto da Sidney appositamente per regolarizzare la curia romana corrotta e poco seria. Pell è stato chiamato proprio da papa Bergoglio, nonostante i dubbi e le perplessità che da anni coinvolgono la sua persona.

Adesso il Vaticano e alcuni elementi del pontificato di papa Francesco, di fronte alle tremende accuse di stupro rivolte a Pell, hanno tentato di affondare la questione per cercare di ridimensionare la grandezza dello scandalo. Pell, dicono dalle alte sfere, non sarà al riparo dalla giustizia oltre le mura della Curia, ma dovrà lasciare il proprio incarico e pensare a difendersi di fronte al tribunale dello Stato di Victoria.

Lo scandalo del cardinale Pell

Lo scandalo del cardinale Pell, superata la propaganda, racconta purtroppo anche altro. Se le accuse di abusi sessuali del cardinale su bambini e minori sono giunte alle orecchie del Vaticano solo qualche mese fa, voci sui comportamenti ambigui del cardinale di Ballarat erano già note da anni.

Quando era stato vescovo della città di Melbourne, George Pell aveva già ricevuto delle denunce da parte di un chierichetto di 12 anni per molestie. Il processo, quella volta, si era concluso nel 2002 senza nessuna condanna a causa della mancanza di prove concrete. Al tempo, lo stesso papa Ratzinger aveva messo un freno alle ambizioni di Pell, non appoggiando la sua promozione per governare uno dei dicasteri di Roma.

Comportamenti ambigui noti già da anni

Dal 2012 il cardinale è però stato preso di mira dalla Royal Commission, la commissione creata dal governo di Camberra che ha visto in Pell un insabbiatore che ha sempre difeso i preti pedofili australiani. Pell si è anche inventato un metodo di risarcimenti utilizzato per distruggere e controllare le vittime, difendendo nel contempo l'immagine e le casse della Chiesa.

In tutto ciò, Pell si è sempre difeso con convinzione dalle accuse che gli venivano addebitate. Ha sempre ricevuto anche l'appoggio del Vaticano. I giudici della Royal Commission non gli hanno però creduto e in una relazione risalente al 2015 hanno parlato del suo modo di fare poco cristiano. Anche se tutte le notizie sul lato poco chiaro di Pell erano già pubbliche e forse persino in possesso della Santa Sede, papa Francesco lo ha comunque eletto capo della Segreteria dell'Economia nonché membro del C9, il gruppo di cardinali che ha come compito quello di portare consiglio al pontefice nel coordinamento della Chiesa universale.