I postini di Milano non ci stanno e hanno detto basta mettendo nel panico una delle più grandi aziende di commercio mondiale online: amazon. Le consegne di ieri, mercoledì 28 giugno, hanno subito notevoli ritardi, e i postini milanesi non hanno alcuna intenzione di rinunciare alle loro richieste e promettono guerra anche nei prossimi giorni.
Le tre richieste dei postini R-Post
Non è un periodo facile per l'azienda Amazon in Italia. Un centinaio di dipendenti di R-Post, una delle società che consegna i pacchi per conto di Amazon nel capoluogo lombardo, ha infatti deciso di proseguire lo sciopero cominciato nella giornata di ieri, nella speranza di vedere esaudite le richieste avanzate.
La questione principale della contesa riguarda alcuni aspetti contrattuali, tre in particolare. In primis, i postini pretendono maggiore sicurezza sul lavoro. Che significa? L'attuale contratto delle Poste private è valido per chi trasporta merci di peso inferiore a 5 chilogrammi. Loro non rientrano in questa casistica, perché consegnano pacchi di peso anche maggiore.
La seconda richiesta è la cosiddetta clausola di salvaguardia. Di cosa si tratta? In pratica, se Amazon non rinnovasse il rapporto con R-Post il nuovo fornitore sarebbe tenuto ad assorbire i lavoratori che fino a oggi hanno garantito le consegne.
L'ultima questione riguarda la busta paga. Il contratto delle poste private, infatti, è inferiore di 100-150 euro mensili rispetto a quello delle poste nazionali.
Su quest'ultimo punto c'è stata una significativa apertura da parte dei segretari di Filt Cgil (sindacato principale di R-Post), che promettono di trovare soluzioni, purché non si vadano ad intaccare gli equilibri dei conti.
La società di poste private si scaglia contro il sindacato
La società di poste R-Post non vuole darla vinta ai suoi dipendenti. Il tentativo di riappacificazione dell’assessore al Lavoro del Comune di Milano non ha dato frutti. La situazione è ben lontanta dalla soluzione, considerato che i rapporti tra R-Post e il sindacato sono a dir poco lacerati e ieri la società di pacchi ha addirittura disertato l'incontro col Comune per trattare la questione.
Amazon dal canto suo si aspetta che la faccenda venga risolta internamente tra le parti in causa.
Quel che c'è di certo è che ieri la giornata è stata infernale tanto per i postini quanto per chi attendeva l'arrivo di un pacco.
Resta difficile pensare a un rapporto così burrascoso tra l'azienda di e-commerce e i suoi dipendenti. Soltanto pochi mesi fa, infatti, Amazon cercava personale da assumere e in questo senso, dal suo arrivo in Italia sette anni fa, ha dato opportunità di lavoro a moltissime persone.