Ieri 9 febbraio, la comunità di Grumo Nevano, in provincia di Napoli, ha dato l'ultimo commosso saluto a Rosa Alfieri. La 23enne è stata uccisa il 1 febbraio dal 31enne Elpidio D'Ambra, nuovo inquilino nel palazzo di proprietà della famiglia Alfieri. Il reo confesso dell'omicidio, dipendente dalla cocaina, avrebbe sentito "delle voci in testa che gli avrebbero detto di uccidere", tesi tutta da dimostrare attraverso una perizia psichiatrica.

Rosa Alfieri, folla e commozione alle esequie

C'è stata una grande partecipazione ai funerali di Rosa Alfieri. La comunità si è stretta attorno alla famiglia: all'arrivo della bara bianca, la piazza era gremita di persone. Un lungo applauso ha accompagnato l'ingresso del feretro portato a spalla dal fidanzato, dai fratelli Pasquale e Luca, con altri ragazzi e ragazze coetanei di Rosa, nella basilica altrettanto gremita di San Tammaro dove a celebrare i funerali è stato il vescovo di Aversa, monsignor Arturo Spinillo. Dietro la bara, i genitori di Rosa, Enzo e Nicoletta.

Applausi, lacrime, rabbia e commozione anche all'uscita della bara al termine della cerimonia. In tanti indossavano la maglietta con il volto della ragazza. In prima fila oltre al sindaco, Gaetano Di Bernardo, che ha proclamato per ieri il lutto cittadino, sindaci e sacerdoti dei paesi vicini. Davanti all'altare della chiesa, erano state messe due scarpe rosse, simbolo della lotta alla violenza sulle donne.

Nella sua omelia, monsignor Spinillo ha detto che il male assurdo che ha colpito Rosa fa piangere i familiari e la comunità tutta che ha chiesto giustizia. Spinillo ha riferito poi di aver ricevuto in curia la telefonata del papà di Ornella Pinto, vittima di femminicidio, che ha espresso la sua solidarietà ai familiari di Rosa.

Il messaggio da parte dei genitori e dei fratelli di Rosa è stato letto da un’amica: "Amore mio, sentiamo ancora il pianto di quando sei venuta al mondo. Vivrai sempre nei nostri cuori". Fuori della chiesa c'era una gigantografia della 23enne affissa a un portone laterale: sovrastava decine di lumini sistemati a terra a formare il nome della ragazza. Poi una scritta 'A- Dio Rosa', e un'altra in rosso, 'Resterai sempre nei nostri cuori'. Tanti anche i messaggi lasciati dai bambini del Circolo didattico Giovanni Pascoli di Grumo Nevano. In uno c'era scritto: "Le donne non sono dei palloncini da far volare via". All'uscita del feretro dalla chiesa, sono stati liberati in cielo palloncini bianchi, alcuni a forma di collana del rosario.

Nelle scuole di Grumo Nevano ieri c'è stato un minuto di raccoglimento in memoria della ragazza.

Rosa Alfieri, risultati dell'autopsia

L'autopsia eseguita sul corpo di Rosa l'8 febbraio all’ospedale San Giuliano di Giugliano in Campania, provincia di Napoli, ha confermato il racconto dell'assassino reo confesso. Elpidio d'Ambra, rintracciato dopo 24 ore di latitanza a Napoli, subito dopo il fermo in commissariato interrogato dai pm, e poi nel carcere di Poggioreale dal gip che ha convalidato il fermo, aveva detto di non aver abusato di Rosa. L'esame del medico legale ha però confermato i segni di una colluttazione e la morte per strangolamento.

Il legale del 31enne, Dario Misto, si preparerà a presentare richiesta di perizia psichiatrica e ha nominato un consulente che lo affiancherà nelle attività difensive.

Secondo il legale, D’Ambra sarebbe stato incapace di intendere e di volere quando ha ucciso Rosa.

Delitto di Rosa Alfieri, cosa non torna

D’Ambra ha sempre dichiarato di aver agito dopo aver sentito voci che gli avrebbero intimato di uccidere la ragazza. La sua versione sembrerebbe contraddetta dai fatti successivi al delitto: durante la sua fuga durata un giorno, ha ideato e cercato di attuare una strategia per rendersi irriconoscibile: si è disfatto del cellulare e dei vestiti vecchi. Si è fatto accompagnare da un tassista a comprare abiti nuovi. Il tassista ha riferito che durante il tragitto per andare dalla stazione centrale di Napoli di piazza Garibaldi al Rione Traiano, si era mostrato calmo, voleva andare al bingo a giocare e avrebbe anche voluto trovare qualche ragazza per svagarsi.

C'è di più: poco dopo aver ucciso Rosa, appena iniziata la fuga, Elpidio D'Ambra era stato ripreso da telecamere di sorveglianza di una tabaccheria alla stazione di Frattamaggiore mentre comprava un gratta e vinci e un attimo dopo aver constato di non avere vinto. A Napoli, giunto al Rione Traiano, aveva acquistato tre grammi di cocaina consumati subito. Dopo aver trascorso la notte in strada, era andato all'ospedale San Paolo di Fuorigrotta dove era stato riconosciuto e fermato dalle forze dell'ordine. La madre del reo confesso ha detto di lui: "Non è più mio figlio, è un mostro".