Una bad bank per sbloccare il credito che dalle banche dovrebbe andare alle aziende. Flusso che negli anni della crisi si è drasticamente ridotto dando il via al fenomeno del credit crunch. Ma cos'è una bad bank e come funziona? Si tratta di una società garantita dallo stato che ha il compito di comprare dalle banche i suoi crediti inesigibili o "deteriorati". In questo modo le banche libererebbero i loro bilanci e potrebbero sostenere maggiori investimenti.
La bad bank, però, non deve gravare sul bilancio dello Stato o utilizzare fondi dell'Unione Europea. Non deve, insomma, essere un sacrificio statale, che inoltre aumenterebbe il debito pubblico, per salvare gli istituti privati. E allora, come funziona la bad bank? Si tratta di una società che acquista a prezzi vantaggiosi i crediti deteriorati dalle banche (che così li possono scaricare dai bilanci) e poi cerca di recuperarne il maggior numero possibile, dedicandosi interamente a questa particolare missione.
A novembre infatti i crediti inesigibili delle banche sono arrivati a quota 150 miliardi, un terzo in più rispetto a due anni prima.
Con il risultato che le banche, anche per superare i test europei, limitano i prestiti ad aziende in difficoltà che hanno bisogno di ripartire. Per superare il problema nasce quindi la possibilità di istituire una bad bank, che abbia lo stato tra gli azionisti assieme a banche dal bilancio "sano". Il rischio dello stato consiste nel fatto che è lui a fornire la garanzia pubblica su questi crediti a rischio.
Una bad bank può anche essere un'operazione dalla quale lo stato ci guadagna. In proposito ci sono numerosi esempi: negli Stati Uniti la Fed ha comprato centinaia di miliardi di mutui subprime, non ha mai dovuto far scattare la garanzia e in questo modo la banca centrale americana ha realizzato forti guadagni che sono poi andati ai contribuenti.
Restando in Europa ci sono i virtuosi esempi di Spagna e Irlanda, le cui garanzie pubbliche hanno aiutato le società che liberavano le banche dai crediti deteriorati.
La bad bank in Italia potrebbe funzionare in modo simile: un istituto privato si finanzia grazie alla garanzia pubblica sulle emissioni di obbligazioni. Con queste risorse, la bad bank compra i crediti deteriorati a prezzi vantaggiosi vendendoli sul mercato. Lo stato viene pagato per la sua garanzia mentre la bad bank spera di guadagnare dalla differenza tra l'acquisto e la vendita di questi crediti. Inoltre le banche che questi crediti possedevano si trovano ripulite e possono tornare a investire.