Si sta rivelando un flop l'iniziativa del Governo Renzi legato alla riforma della Scuola attuata con la consultazione online di docenti, personale scolastico, studenti e genitori. L'iniziativa, partita lo scorso 15 settembre per concludersi il prossimo 15 novembre, è stata pensata per avere un parere da tutte le parti interessate ai punti principali della riforma stessa: ma, a giudicare dai risultati finora ottenuti, non ha riscosso l'interesse e la partecipazione che ci si attendeva se è vero che sono stati solo 23 mila i questionari compilati su 280 mila contatti, come riportato dallo stesso Premier nella sua newsletter.
Troppo pochi per una platea enorme di interessati: otto milioni di studenti e i loro genitori e circa un milione di dipendenti compresi i docenti.
Il suo invito a una partecipazione più attiva è stato raccolto con ulteriori 8 mila risposte ottenute su altri 30 mila contatti, risultato che però non può dirsi ancora soddisfacente, soprattutto perché, evidentemente nelle intenzioni del Governo c'è soprattutto il voler misurare il termometro dei docenti.
Della questione è stata investito lo stesso Ministero dell'Istruzione che ha inviato una circolare indirizzata a tutti i direttori generali, ai dirigenti scolastici, ai docenti e, addirittura, ai sindacati affinché si adoperino per un numero rilevante di questionari compilati.
Ricordiamo che la consultazione online è libera ed accessibile all'indirizzo labuonascuola.gov.it: si potrà compilare il questionario che è suddiviso in 7 distinte sezioni, delle quali le prime 6 trattano il rapporto "La Buona Scuola" disponibile sul sito stesso. L'ultima sezione raccoglie i commenti, le idee, i pareri per completare il piano pensato dal Governo. Si può procedere anche solo a un commento rapido sul piano, senza registrarsi, ma solo immettendo un indirizzo e-mail.
Se proprio il progetto non dovesse decollare, il Miur punta anche sulla parte off-line, ovvero al tour di consultazioni che riguarderà tutte le regioni per avere pareri e critiche.
La riforma dei docenti e studenti: #sbloccacontratto e #entrainscena
Ma la riforma così come pensata dal Governo è anni luce lontana da quella sognata dagli studenti, che andranno in piazza il prossimo 10 ottobre per rivendicare un diverso diritto allo studio, una didattica davvero innovativa, la riforma dei cicli, la rappresentanza degli studenti negli organi collegiali scolastici, l'integrazione scuola-lavoro intesa non solo come precoce ingresso in azienda.
I social network hanno fatto il resto: ovunque impazza l'hashtag #entrainscena con le foto dei ragazzi in piedi sui banchi di scuola, in stile "Attimo fuggente". Basta un click e sei dentro la rivoluzione ed è lo stesso click dei docenti che protestano per la precarietà e il blocco dei contratti. Loro in piazza ci andranno tra un mese, l'8 novembre, intanto la loro buona scuola è #sbloccacontratto.