Stipendi bloccati, contratti e turnover fermi: gli statali hanno perso otto miliardi di euro negli ultimi quattro anni. Ogni dipendente pubblico, compreso i docenti ed il personale della Scuola, ha perso, in media, cinquemila euro dal 2010 ad oggi per il mancato rinnovo del contratto nazionale e la perdita non si arresterà nemmeno nei prossimi anni. I dati dell'Istat e della Cgil fotografano la spesa dello Stato italiano dal 2010 al 2013, con una contrazione delle uscite per gli stipendi degli statali del 4,5%: dai 172.548 milioni di euro (oltre 172 miliardi di euro) di spesa per le buste paga nel 2010 si è passati a 164.747 milioni del 2013, quasi otto miliardi in meno nelle retribuzioni dei dipendenti pubblici che sono tornate quelle del 2007 (164.330 milioni).

ANNO

TOTALE SPESA PUBBLICA

SPESA BUSTA PAGA DEGLI STATALI (in milioni di euro)

2006

747.663

163.797

2007

762.801

164.330

2008

791.130

170.271

2009

815.849

171.676

2010

811.522

172.548

2011

814.338

169.615

2012

829.642

166.162

2013

827.175

164.747

L'aspetto più pratico nelle tasche degli statali è che si è ridotto il loro potere d'acquisto: dal 2010 ad oggi ogni dipendente pubblico ha perso, mediamente, 5 mila euro solo per il mancato rinnovo dei contratti di lavoro.

Altri effetti perversi e direttamente collegabili ai contratti ed al turnover fermi sono l'aumento dei precari nella Pubblica amministrazione, arrivata a toccare i 300 mila lavoratori e l'innalzamento dell'età media della categoria che ormai ha tagliato i 57 anni.

Sblocco contratti, retribuzioni e busta paga, scatti anzianità e anticipo Tfr: sciopero 8 novembre

Per i prossimi anni non c'è speranza di invertire la tendenza alla corsa al ribasso: se è vero che il piano Madia prevede un ammorbidimento del blocco del turnover, non si può dire la stessa cosa per lo sblocco degli stipendi degli statali che non subiranno alcun ritocco all'insù, a meno che non si rivedano gli scatti di anzianità e le progressioni di carriera che non vanno confusi con l'eventuale anticipo del Tfr in busta paga, misura attualmente in discussione al governo.

Proprio in seguito ai blocco delle buste paga e contro la riforma della Pubblica Amministrazione, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, congiuntamente, probabilmente protesteranno l'8 novembre prossimo a Roma: se il blocco dei contratti dovesse continuare anche per il 2015, fa sapere Michele Gentile della Cgil, si aprirebbe una questione costituzionale, anche in considerazione del fatto che le retribuzioni ferme condizioneranno anche le pensioni future.