Matteo Renzi

Matteo Renzi, il leader che ha cambiato il centrosinistra negli ultimi anni.

1.Chi è Matteo Renzi?

Matteo Renzi è un politico italiano, nato l' 11 gennaio del 1975. La sua città di origine è Firenze e di questa è stato anche il sindaco, dal 2009 al 2014, prima di diventare presidente del Consiglio, a 39 anni. Renzi è stato il più giovane ad aver ricoperto questa carica nella storia della Repubblica italiana. Dopo aver lasciato il partito Democratico nel 2019, di cui è stato segretario per due mandati, ha fondato Italia Viva. Sposato con Agnese Landini, ha tre figli: Francesco, Ester, Emanuele.

2.Primi passi in politica

La sua attività politica comincia già negli anni del liceo, per poi contribuire, successivamente, alla nascita dei Comitati Prodi in Toscana (siamo nel 1996). Quello è il suo primo impegno in politica. Sempre molto giovane, Renzi lavora come dirigente nell’azienda di famiglia, qui si occupa di marketing. Sul piano privato, sposa Agnese Landini nel 1999. Nello stesso anno, dopo essersi iscritto al Partito Popolare Italiano, ne diviene segretario provinciale nel 1999: il partito finisce nel gruppo della Margherita e nel 2003 ritroviamo Renzi a occupare nuovamente il posto di segretario provinciale.

3.La presidenza della provincia e le primarie nel 2008 per la città di Firenze

Nel 2004, conquista la presidenza della provincia di Firenze dove rimarrà fino al 2009. Il 29 settembre del 2008, Matteo Renzi si presenta alle elezioni primarie indette dal Centrosinistra per determinare la candidatura a sindaco di Firenze, riuscendo a conquistare la maggioranza delle preferenze con il 40 per cento, davanti a Lapo Pistelli, Daniela Lastri e Michele Ventura. Il 22 giugno del 2009, dopo essere andato al ballottaggio con il candidato del Centrodestra, Giovanni Galli, diventa sindaco di Firenze, ottenendo quasi il sessanta per cento delle preferenze.

4.La scalata di Renzi verso la guida del PD e del Paese

Il 29 agosto del 2010 lancia l'idea provocatrice della 'rottamazione senza incentivi' dei dirigenti storici del PD. Da questo momento la sua ascesa politica è inarrestabile: il 13 settembre del 2012 si candida alle elezioni primarie per la leadership della coalizione 'Italia Bene Comune', andando a sfidare personaggi di primo piano del centrosinistra come Pier Luigi Bersani, Nichi Vendola, Laura Puppato e Bruno Tabacci. Finirà comunque secondo dietro a Bersani, che conquisterà il massimo delle preferenze. Il 9 luglio del 2013 annuncia di candidarsi per la segreteria del Partito Democratico: i principali rivali di Renzi saranno Giuseppe Civati e Gianni Cuperlo. L'8 dicembre del 2013, Matteo Renzi trionfa e viene eletto Segretario del Partito Democratico con più del 67 per cento delle preferenze. Nel giro di pochi mesi, Renzi si ritroverà presidente del Consiglio, in seguito alle dimissioni dell'ex premier Enrico Letta: il 17 febbraio del 2014, infatti, Matteo Renzi viene convocato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che gli affida l'incarico della formazione del nuovo Governo.

5.La carriera di Matteo Renzi dal 2017 in poi

Renzi resta al Governo per oltre mille giorni, precisamente fino al 7 dicembre 2016, quando si dimette all'indomani della sconfitta del Sì al Referendum confermativo di riforma Costituzionale. Il 19 febbraio 2017 si dimette anche da segretario del PD, aprendo così la fase congressuale del partito. Alle elezioni Primarie del 30 aprile seguente Matteo Renzi sconfigge poi Andrea Orlando e Michele Emiliano, venendo così rieletto segretario nazionale del PD con il 69% dei consensi.

6.Italia Viva

Dopo aver lasciato la segreteria del partito nel 2018, l’anno seguente termina la sua esperienza all’interno del Partito Democratico. "Ho deciso di lasciare il PD e di costruire insieme ad altri una Casa nuova per fare politica in modo diverso - aveva spiegato Renzi - Dopo sette anni di fuoco amico penso si debba prendere atto che i nostri valori, le nostre idee, i nostri sogni non possono essere tutti i giorni oggetto di litigi interni”. Durante la decima Leopolda, annuncia così ufficialmente la fondazione di “Italia Viva”. Il ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, è l’attuale presidente Nazionale. La nuova forza politica decide di dare subito il suo appoggio al secondo Governo Conte. A livello europeo, Italia Viva ha deciso di aderire a Renew Europe. Renzi è attualmente senatore per Italia Viva.

7.Il rapporto tra Renzi e il principe saudita Bin Salman

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi è andato, nel gennaio 2021, in Arabia Saudita per partecipare a una conferenza organizzata da un think tank controllato dalla monarchia di Riyad. In un video diventato virale, lo si vede rivolgersi con toni molto cordiali a Mohammed Bin Salman, principe ereditario del paese e leader di fatto, noto per governare con metodi estremamente autoritari e considerato dai servizi di intelligence internazionali il mandante dell’omicidio del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi. "È un grande piacere e un grande onore essere qui con il grande principe Mohammad bin Salman" dice Renzi, aggiungendo di ritenere che "l’Arabia Saudita possa essere il luogo per un nuovo Rinascimento".

8.Polemica tra Matteo Renzi e Chiara Ferragni

Nel luglio 2021 Chiara Ferragni ha condiviso uno scatto del leader di Italia Viva e l'accusa: "Che schifo che fate politici". A stretto giro, è poi arrivata la replica dell'ex premier. Oggetto del contendere è il dibattito sul disegno di legge Zan, su cui più volte l'imprenditrice e il marito Fedez si sono pronunciati a favore. Italia Viva ha proposto di cambiare il testo del Ddl Zan sull’omotransfobia, da mesi in discussione in Commissione giustizia al Senato e al centro di un acceso scontro politico, in modo da eliminare alcuni passaggi giudicati particolarmente divisivi, con l’obiettivo dichiarato di accelerarne l’approvazione. L'attacco di Chiara Ferragni va inserito in questo contesto. "La triste verità è che nonostante una legge che tuteli donne, disabili e persone appartenenti alla categoria Lgbtq+ serva nel nostro Paese e sia attiva nel resto dell’Europa da decenni, in Italia non verrà mai approvata perché la nostra classe politica preferisce guardare sempre il proprio interesse personale". La replica di Renzi: "Qualunquista, ho messo a rischio il Governo per la legge sulle Unioni Civili". L'ex premier si è detto pronto a un confronto con Chiara Ferragni.

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Giornalista nato sul Gargano, cresciuto nel Tavoliere delle Puglie. Laureato in Storia a Pisa con Erasmus a Valencia e in Giornalismo a Parma con Erasmus a Siviglia, per concludere Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” a Torino. Passato da La Stampa, Agencia EFE e TPI
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