Matteo Renzi, il leader che ha cambiato il centrosinistra negli ultimi anni.

Matteo Renzi

Matteo Renzi, il leader che ha cambiato il centrosinistra negli ultimi anni.

Chi è Matteo Renzi?

Matteo Renzi è un personaggio politico italiano, nato a Firenze l'11 gennaio del 1975. La sua attività politica comincia già negli anni del liceo, per poi contribuire, successivamente, alla nascita dei Comitati Prodi in Toscana (siamo nel 1996). Nel frattempo, Renzi si iscrive al Partito Popolare Italiano, divenendone segretario provinciale nel 1999: il partito finisce nel gruppo della Margherita e nel 2003 ritroviamo Renzi a occupare nuovamente il posto di segretario provinciale.

La presidenza della provincia di Firenze e le primarie nel 2008

L'anno seguente conquista la presidenza della provincia di Firenze dove rimarrà fino al 2009. Il 29 settembre del 2008, Matteo Renzi si presenta alle elezioni primarie indette dal Centrosinistra per determinare la candidatura a Sindaco di Firenze, riuscendo a conquistare la maggioranza delle preferenze con il 40 per cento, davanti a Lapo Pistelli, Daniela Lastri e Michele Ventura. Il 22 giugno del 2009, dopo essere andato al ballottaggio con il candidato del Centrodestra, Giovanni Galli, ottiene la carica di Sindaco di Firenze ottenendo quasi il sessanta per cento delle preferenze.

La scalata di Renzi verso la guida del PD e del Paese

Il 29 agosto del 2010 lancia l'idea provocatrice della 'rottamazione senza incentivi' dei dirigenti storici del PD. Da questo momento la sua ascesa politica è inarrestabile: il 13 settembre del 2012 si candida alle elezioni primarie per la leadership della coalizione 'Italia Bene Comune', andando a sfidare personaggi di primo piano del centrosinistra come Pier Luigi Bersani, Nichi Vendola, Laura Puppato e Bruno Tabacci. Finirà comunque secondo dietro a Bersani, che conquisterà il massimo delle preferenze. Il 9 luglio del 2013 annuncia di candidarsi per la segreteria del Partito Democratico: i principali rivali di Renzi saranno Giuseppe Civati e Gianni Cuperlo. L'8 dicembre del 2013, Matteo Renzi trionfa e viene eletto Segretario del Partito Democratico con più del 67 per cento delle preferenze. Nel giro di pochi mesi, Renzi si ritroverà Presidente del Consiglio, in seguito alle dimissioni dell'ex premier Enrico Letta: il 17 febbraio del 2014, infatti, Matteo Renzi viene convocato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che gli affida l'incarico della formazione del nuovo Governo.

La carriera di Matteo Renzi dal 2017 in poi

Renzi resta al Governo per oltre mille giorni, precisamente fino al 7 dicembre 2016, quando si dimette all'indomani della sconfitta del Sì al Referendum confermativo di riforma Costituzionale. Il 19 febbraio 2017 si dimette anche da segretario del PD, aprendo così la fase congressuale del partito. Alle elezioni Primarie del 30 aprile seguente Matteo Renzi sconfigge poi Andrea Orlando e Michele Emiliano, venendo così rieletto segretario nazionale del PD con il 69% dei consensi.

Chi segue Matteo Renzi?

Antonio Zeppellini Alessandro De Muro Ionela Cerbu Livio Palmieri Luigi Catrini Salvi Piazza Mirko Polverino

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Mitico Fabio Fognini. Un tennista italiano finalmente torna a vincere uno dei tornei più prestigiosi del circuito. Chapeau!#MonteCarloMasters

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L’augurio più bello di Buona Pasqua a tutti. Che sia una bella occasione per godersi gli affetti più cari e per vivere una giornata di felicità. Ma anche per mantenere il cuore civile vigile davanti a ciò che accade nel mondo in ogni istante, a cominciare quest’oggi dalle tragiche notizie che arrivano dalle chiese dello #SriLankaBuona Pasqua amici

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In questi anni ho accettato che mi dicessero contro di tutto. Sono stato oggetto di una campagna violenta di odio e di falsità. Oggi che non ho più ruoli di Governo penso che sia giusto dimostrare che credo davvero nella giustizia. E dunque ho predisposto le prime dieci azioni civili di risarcimento danni: in democrazia chiunque ha diritto di criticare. Ma se mi dici che sono ladro, che sono peggio di Hitler, che faccio le leggi per i miei parenti, che ho fatto scelte da premier perché avevo degli affari personali e compagnia bella, che i bambini muoiono per colpa dei porti aperti da me, beh, andiamo da un giudice e vediamo se queste frasi sono vere o se chi le ha dette debba risarcirmi. Sono le prime dieci e sono partito da nomi noti: Travaglio, Pelù, Vissani, Trenta. Ne seguiranno altre. Penso che chi mi segue sui social abbia il diritto di sapere che accettiamo tutte le critiche. Ma che la stagione degli insulti e delle falsità è finita per sempre. Chi ha sbagliato deve pagare. E pagherà. Se non erano frasi diffamatorie, io pagherò volentieri le spese.Non è un gesto di rabbia ma di rispetto per chi, proprio sui social, ha letto di tutto. E per la mia famiglia, per i miei amici, per le persone che mi vogliono bene. Uno alla volta, arriviamo da tutti. Non si chiama vendetta: si chiama giustizia.Buona serata amici

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Ricostruire Notre Dame è la grande occasione per i costruttori di cattedrali del XXI secolo, come simbolo di un popolo europeo che non si accontenti di essere solo gente, che non si faccia terrorizzare dagli estremisti e dai sovranisti.La mia riflessione per Il Foglio di oggi su #NotreDame la trovate su Twitter, Facebook e su www.matteorenzi.it

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Terrificante. Un giorno di dolore per Parigi, per l'Europa, per il mondo. Come tutti sono senza parole.#NotreDame #Paris

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C'è una sola cosa più bella di correre a Firenze sotto il sole. È correre a Firenze sotto l'acqua.Buona domenica#FirenzeSecondoMe

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Vedere la foto di un buco nero regala emozioni anche a chi, come me, non è esperto di universo, di scienza, di astrofisica. L’uomo varca un nuovo limite, sposta più in alto l’asticella del sapere, investe nella conoscenza: è bellissimo, dà i brividi. Posso solo immaginare la gioia dei ricercatori che hanno passato mesi, anni, decenni in attesa di un momento come questo. E penso sia bello sottolineare come anche questa sia l’Europa che vogliamo: perché questo team di scienziati è stato finanziato dall’Unione Europea. Investire sulla scienza e sulla conoscenza è l’unico modo per permettere all’Europa di tenere vivi i propri ideali, di investire sul futuro

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C'è un'immagine che adesso andrebbe recuperata: Di Maio che si affaccia dal balcone di Palazzo Chigi. E urla: "Ce l'abbiamo fatta, abbiamo abolito la povertà". La tragedia di un uomo ridicolo. Nel giro di sei mesi hanno sfasciato i conti, abolito la crescita, bloccato la ripresa. Oggi, mogio mogio, lo stesso Di Maio non si affaccia nemmeno in sala stampa e cancella persino la TV. Sua Maestà la Realtà fa irruzione nella storia del Governo del Cambiamento e mette a nudo la totale, impressionante, incompetenza dei populisti.Ciò che stanotte è chiaro agli addetti ai lavori sarà nei prossimi mesi chiaro anche a tutti i cittadini. Il tempo è galantuomo e si accinge a smascherare le loro bugie, una per una. Ci aspettano mesi difficili. Siamo fuori da tutti i tavoli internazionali, dalla Libia alla Brexit. Ci aumenteranno le tasse. Allacciamoci le cinture. Poi, come al solito, toccherà a noi rimediare ai loro danni. E ricostruire tra le loro macerie. Perché noi eravamo la crescita, loro sono la recessione.

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Il problema non è il Premier Conte che non viene riconosciuto neppure alle inaugurazioni. Il problema è il Premier Conte che non viene invitato alle riunioni su Brexit e non tocca palla sulla Libia.

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Grazie a tutti gli amici che abbiamo incontrato l'altro ieri a Pavia e ieri a Bassano del Grappa, Sedico (BL), Treviso e Padova. È bellissimo trovare tanta gente che non molla e davanti ai fallimenti di questo governo prepara #UnAltraStrada

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Oggi siamo di nuovo al nord dove, tra Lombardia e Veneto, #UnAltraStrada fa tappa: poco fa a Lecco, ora in provincia di Como, stasera Pavia e domani a Bassano del Grappa, Sedico (BL), Treviso e Padova.Proprio queste terre che hanno visto il successo della Lega grazie alle promesse gonfiate dalla propaganda di Salvini, saranno decisive per far sgonfiare il palloncino dei populisti. Le bugie di Salvini hanno le gambe corte, e il tempo a breve gli presenterà il conto. Non potrà rimandare in eterno, a breve dovrà tornare qui a raccontare di aver introdotto la patrimoniale o aumentato l'iva. Quel giorno non gli basterà mettersi una felpa, o gridare alla colpa di quelli che c'erano prima. Quel giorno non gli basterà nemmeno incolpare i 5 stelle con i quali finge quotidianamente di litigare mentre accompagnano a braccetto l'Italia contro un muro. Quel giorno ci sarà solo Salvini e il fallimento di tutta la sua politica.

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In questa settimana c'è stata una sparatoria in strada a Roma, ancora una volta. L'ordine pubblico nella Capitale sembra un problema, non solo in periferia, ma il Ministro dell'Interno non sembra preoccuparsene. In questa settimana abbiamo anche scoperto che è stato cancellato il bonus babysitter e asili nido e che il numero degli incidenti sul lavoro cresce ma il Ministro del Lavoro non sembra preoccuparsene.È impressionante come i due ministri, Salvini e Di Maio, che sono anche i leader del Governo, ci raccontino tutto della loro vita personale, di cosa mangiano, di chi amano, di come vivono. Sappiamo tutto delle loro polemiche politiche contro gli avversari e contro gli alleati. Ma non ci dicono che cosa stanno facendo nel lavoro per il quale hanno giurato al Quirinale. Non c'è nessuno che ricordi loro che sono MINISTRI, non influencer. Che devono occuparsi di sicurezza e di lavoro. Che se qualcosa non va, è loro responsabilità affrontare i problemi, non dare la colpa a quelli di prima e andare al parco a fare le foto. Li paghiamo per risolvere i problemi: quando se ne renderanno conto?

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Anche ieri tre incidenti mortali sul lavoro: i numeri di quest’anno sono terrificanti. Con questo ritmo il 2019 sarà l’anno peggiore da decenni per numero di vittime. Teresa Bellanova ha preparato su questo una interrogazione al ministro Di Maio, l’uomo che quest’anno ha tagliato i fondi per la sicurezza sul lavoro. Perché Teresa sa che cosa significhi lavorare mentre Gigino non ne ha la più pallida idea.Il Ministro ha capito di aver fatto un errore sui fondi INAIL? L’Italia deve tornare il Paese in cui si va a lavorare per vivere, non per morire sui cantieri.

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Aver cancellato i bonus per asili nido e baby-sitter è assurdo. Ogni giorno questo Governo ci regala una perla di stupidità. La realtà è implacabile: una dopo l’altra stanno cadendo tutte le bugie della loro “narrazione”. L’Italia è in recessione e il conto lo paga la povera gente

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Lella Paita è una giovane donna che si impegna per la sua gente in Liguria. Nel 2015 si candida alla guida della Regione. Viene massacrata dal fuoco amico (la sinistra interna prima perde le primarie e poi rompe l’alleanza) e poi dalla strumentalizzazione per un avviso di garanzia legato all’alluvione del Bisagno. Il centrosinistra perde le Regionali, Lella viene considerata la responsabile di tutto. Poi il tempo, galantuomo, si incarica di riportare la verità a casa. E Lella Paita viene assolta in primo grado. La procura fa ricorso e oggi Lella viene assolta anche in secondo grado.Ci sono i giustizialisti cinici e privi di ogni morale. E poi ci sono le persone che credono nella giustizia. Orgoglioso di far parte di quest’ultima categoria, orgoglioso di essere amico di Lella Paita. Abbiamo perso la Regione Liguria ma non abbiamo perso la dignità, l’onore, il senso della giustizia. Ti vogliamo bene, Lella

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