Quanto guadagna un docente? È una delle domande più frequenti tra chi si avvicina al mondo della scuola, soprattutto tra i giovani insegnanti che iniziano a lavorare attraverso le supplenze. La risposta, però, non è uguale per tutti: lo stipendio può cambiare in base al tipo di contratto, alle ore di servizio, al grado di scuola e all’anzianità riconosciuta.
La retribuzione dei docenti viene stabilita dal Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Istruzione e Ricerca. Anche gli insegnanti con contratto a tempo determinato rientrano nel sistema previsto dal contratto, con una retribuzione che viene calcolata in relazione all'incarico svolto.
Quanto prende un docente?
Per chi è all'inizio della carriera, lo stipendio tabellare annuo lordo è differente a seconda del grado di scuola. Per i docenti della scuola dell'infanzia e primaria nella fascia iniziale, il valore tabellare è di circa 22.420 euro lordi annui. Per i docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado nella stessa fascia iniziale, si arriva a circa 24.268 euro lordi annui.
A queste cifre si aggiungono le altre componenti previste dal contratto, tra cui la Retribuzione professionale docenti (RPD). Il suo valore dipende dall'anzianità di servizio e contribuisce a determinare l'importo complessivo della retribuzione.
È importante ricordare che si tratta di importi lordi.
La somma che il docente riceve effettivamente sul conto corrente è più bassa perché sulla retribuzione vengono applicate le trattenute fiscali e previdenziali. La durata dell'incarico è uno degli elementi più importanti. Un insegnante con una supplenza di pochi giorni o settimane riceve lo stipendio in proporzione al periodo lavorato. Un contratto fino al termine delle attività didattiche, invece, garantisce la retribuzione per tutta la durata prevista dall'incarico.
Diverso ancora è il caso del contratto fino al 31 agosto, generalmente collegato alla copertura di una cattedra vacante e disponibile. Anche in questo caso lo stipendio viene corrisposto durante il periodo previsto dal contratto.
Un altro elemento da considerare è l'orario. Chi lavora con un contratto part-time o con un numero di ore inferiore all'orario completo riceve una retribuzione proporzionata alle ore.
Quando arriva lo stipendio?
Un aspetto che interessa particolarmente i docenti precari riguarda i tempi di pagamento. Per i contratti di durata più lunga lo stipendio segue normalmente le modalità previste per il personale della scuola, mentre per le supplenze brevi e saltuarie il pagamento è legato alla corretta registrazione e autorizzazione del servizio svolto. Per questo, in alcuni casi, possono verificarsi tempi di attesa più lunghi rispetto a quelli di un normale contratto continuativo.
Il docente può controllare la situazione del proprio contratto e dei pagamenti attraverso i servizi dedicati della pubblica amministrazione. È quindi importante verificare che il contratto sia stato inserito correttamente e che le giornate di servizio risultino registrate.