La Riforma del sistema scolastico ha tagliato nei giorni scorsi il suo primo traguardo importante. L'accordo tra i due ministeri Miur e Mef è stato trovato martedì scorso e da settembre di fatto il nuovo anno scolastico ripartirà con 52.000 nuove assunzioni. Come riporta il Sole24Ore di oggi, infatti, l'accordo raggiunto porterà alla stabilizzazione di molte cattedre attualmente ricoperte "a tempo": il risultato sarà la diminuzione dei precari e la trasformazione di ciò che è "organico di fatto" in "organico di diritto."
Limiti della Buona Scuola (Renzi-Giannini)
La Riforma approvata martedì scorso è il lieto fine di un percorso molto più lungo che, sotto il Governo Renzi, aveva già tentato di trovare una soluzione ma senza successo.
La "Buona Scuola" proposta da Renzi a metà marzo del 2016, infatti, si era rivelata non risolutiva su molti fronti. Dalle promesse iniziali non erano seguiti i fatti: a partire dalle assunzioni, dimezzate rispetto alle aspettative, e dal numero di supplenze, inferiore all'anno precedente. La diminuzione del precariato tra le cattedre, di fatto non c'era stato. Al contrario. Era persino aumentato. Con un gap di cattedre (rimaste scoperte) di 15.000 unità.
La nuova Riforma del sistema scolastico parte a settembre
È un gran risultato quello raggiunto in seguito all'accordo Mef-Miur sulle assunzioni del prossimo anno scolastico.
A settembre sono previste 52.000 nuove assunzioni. Il che, concretamente, si traduce in:
- 15.100 posti (che corrispondono al numero di cattedre assegnate ogni anno ai supplenti);
- 21.000 (che sono le sedi rimaste libere con i pensionamenti);
- 16.000 (sono le cattedre "vacanti", quelle cioè ricoperte ogni anno da docenti "a tempo" e che da settembre si trasformeranno in docenti "a tempo indeterminato").
Nello specifico, poi, la Riforma si dividerà tra assunzioni (il 60%) e mobilità (il 40%). Di cui, quest'ultima consentirà il trasferimento/avvicinamento a casa ai docenti che lo richiederanno.
Stabilità e continuità secondo la ministra dell'Istruzione
La ministra Fedeli non ha nascosto la propria gioia per il grande risultato raggiunto con l'accordo sulla Riforma della scuola.
Essa "consentirà che sia garantita la continuità didattica", ha detto, e che sia assicurata la "stabilità del personale." I grossi limiti delle precedenti riforme del sistema scolastico erano dati infatti dalla mancanza di continuità delle cattedre. A pagarne sono stati gli insegnanti, certamente, perché titolari di contratti "a termine", da un lato, e perché costretti in molti casi a errare per l'Italia per svolgere l'insegnamento a molti km da casa. Ma a farne le spese sono stati soprattutto gli allievi: privi di un insegnamento continuativo, stabile e costruttivo, proprio per questa situazione di precarietà del sistema scolastico.
Processo di stabilizzazione del sistema scolastico: le parole del ministro dell'Economia
Lo stesso Pier Carlo Padoan si è detto soddisfatto dei traguardi raggiunti con la stabilizzazione dei docenti. Una Riforma, ha detto, che si pone "nella strada di una gestione più avveduta e lungimirante dell'istruzione in senso lato e che a buon diritto rientra nella buona amministrazione della finanza pubblica."