Tra 4 giorni l'America si presenterà alle urne per le elezioni di metà mandato. In quell'occasione gli americani saranno chiamati a votare per il rinnovo di tutta la Camera, di 1/3 del Senato e per la nomina del governatore in 36 Stati. Non solo. In alcuni Stati gli elettori dovranno pronunciarsi con un referendum per cambiare alcune singole norme: ad esempio l'abolizione o meno della schiavitù (in Colorado, dove pur essendo illegale, secondo la Costituzione di oltre un secolo fa potrebbe essere usata a fini punitivi), piuttosto che la legalizzazione della marijuana (in Michigan e North Dakota).

Mai come nel prossimo 6 novembre l'America ha registrato un'affluenza così alta tra le donne candidate al Congresso (ben 257). Tra queste, Alexandria Ocasio-Cortez, che è la più giovane candidata democratica.

Alexandria Ocasio-Cortez corre a New York

Con i suoi 29 anni, nata nel Bronx, Alexandria Ocasio-Cortez ha battuto Joseph Crowles lo scorso giugno ottenendo il 57% alle Primarie. La giovane, con un passato di assistente di Bernie Sanders, rappresenterà i Democratici nel 5° Distretto (New York) alle prossime Elezioni di Midterm.

Spiccano, tra i suoi impegni politici primari, l'assistenza sanitaria gratuita per tutti, la lotta contro la politica anti-immigrazione di Trump e per la parità di genere.

Ilhan Omar contro la politica di Trump in Minnesota

La candidata democratica Ocasio-Cortez non è l'unica a sfidare l'establishment repubblicano di Donald Trump. Ancora più rivoluzionario è l'obiettivo della candidata democratica del Minnesota, Ilhan Omar, che, tanto per la sua storia che per le sue idee politiche, incarna in sé il soggetto anti-trumpiano per eccellenza.

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E' tale perché rifugiata, prima di tutto. Dato che è scappata dalla Somalia all'età di 12 anni ed è approdata in America dopo 4 anni di prigionia in Kenya. Ma se ciò non bastasse, la trentaquattrenne candidata a rappresentare Minneapolis è musulmana e porta l'hijab. Per questo motivo, in caso di vittoria, la politica anti-immigrazione e quella più generalmente l'idea di considerare ogni musulmano un possibile terrorista potrebbe avere un duro colpo.

Beto O'Rourke corre per il Senato in Texas

Un'altra sfida significativa è senz'altro quella che si corre in Texas e vede l'irlandese quarantaseienne Beto O'Rourke sfidare Ted Cruz, leader del Grand Old Party. La partita è decisiva perché il Texas, dopo la California, è lo Stato con il maggior numero di Grandi elettori. Se vincerà il candidato democratico, per Trump sarà un duro colpo, non solo per la prosecuzione della sua politica di chiusura (commerciale, piuttosto che anti-globalizzazione in ogni suo aspetto: religioso, culturale, ecc.).

Una vittoria in Texas di O'Rourke potrebbe segnare un progressivo tramonto del modello-Trump e aprire la strada alla riscossa democratica nelle prossime elezioni presidenziali del 2020.

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