La legge di stabilità discussa e votata a dicembre contiene un emendamento proposto dal deputato Maino Marchi. Tale emendamento prevede la possibilità da parte dei concessionari dei stabilimenti balneari di sanare i contenziosi con gli uffici economici amministrativi delle regioni pagando il 30 % della somma dovuta in un'unica soluzione o il 60 % del dovuto in rate annuali per sei anni.

Le domande per aderire a tale provvedimento devono essere presentate entro e non oltre il 28.02.2014.

Reazioni: Come al solito quando si parla di sanatorie si è scatenata una ressa di voci, illazioni e sdegni da parte di molti. I Verdi hanno detto che questo è un vero e proprio regalo alla lobby dei proprietari degli stabilimenti come se le centinaia di piccole imprese spesso familiari che mandano avanti queste  attività siano chissà quanto ricche e potenti. Poi si è arrivato a dire che le spiagge saranno sempre meno pubbliche e sempre meno spiagge come se  nella maggioranza dei casi i nostri piccoli stabilimenti balneari siano responsabili di chissà quale deturpamento ambientale.

Siamo alle solite in Italia quando si tratta di attaccare il piccolo commercio, il poco potente, tutti si è pronti a scagliare la prima pietra credendosi senza peccato e si è poco inclini ad osservare a capire ad approfondire per vedere che sono ben altre le cose per cui scandalizzarsi come i milioni di euro regalati alle lobby quelle sì del gioco d'azzardo, milioni di euro non recuperati per non tassare rendite da favola e non toccare pensioni d'oro o altri milioni di euro per non ridimensionare le spese militari.

Ma queste cose non fanno clamore, allora meglio prendersela con il piccolo proprietario di uno stabilimento balneare che sputa il sangue sette, otto mesi all'anno per sistemare e mandare avanti la propria attività, che investe soldi per migliorare la propria struttura e che in quei tre quattro mesi d'inverno deve mantenersi aggiornato, andare alle fiere, guardare novità e tendenze.

A volte poi in quei mesi freddi magari si deve anche trovare o inventare un lavoro per mantenersi e così capita che dopo mille pagamenti non riesce a pagare canoni d'affitto annuali che a dispetto di quello che dicono per l'attuale e sempre crescente flessione turistica e la situazione economica che riduce al minimo le redditività dei nostri lidi sono divenuti un pesante fardello.