Fatti: Con un emendamento passato in silenzio a Montecitorio, per poi approdare in senato, il governo impone ad Equitalia di cancellare le cartelle non pagate dal 2000 in poi. Le cartelle in questione però non dovranno superare i 300 euro di valore complessivo e costeranno all'erario la ragguardevole cifra di circa 380 miliardi di euro. A beneficiare di tale provvedimento saranno gli evasori seriali, quelli cioè che per anni fregandosene non hanno pagato multe per eccesso di velocità o per divieto di sosta, non hanno pagato canoni Rai o bolli d'auto. Insomma verrebbero premiati quei soggetti che per anni, hanno commesso infrazioni, non hanno pagato e se ne sono fregati di regole, leggi e correttezza sociale.

Riflessione: In un periodo di crisi economica senza precedenti, in un quadro generale di piccole attività commerciali che falliscono ogni giorno, schiacciate da un peso tributario insostenibile. Si arrivi a pensare nei palazzi del governo non misure strutturali per rilanciare l'economia, non misure per ridurre la pressione fiscale o veri ed articolati condoni, per salvare la fitta rete delle piccole attività imprenditoriali Italiane spina dorsale della nostra economia. No a quest'ultime, chiediamogli fino all'ultimo centesimo, iscriviamogli a ruolo ogni singolo debito, calcolandoci interessi, diritti di riscossione e aggi che fanno lievitare il debito delle cartelle accumulate a migliaia di euro. Mortifichiamo i piccoli imprenditori e commercianti mandandogli ingiunzioni di pagamento e avvisi di pignoramento, spingiamoli alla chiusura, i più psicologicamente deboli a volte anche a qualche gesto sconsiderato. Poi siccome riscuotere alcune centinaia di euro, dal trasgressore seriale che, in tutti questi anni, se ne è sempre fregato è difficile e complicato si lascia stare, ed in disprezzo dell'equità, delle regole sociali, lo si premia e gli si condonano le cartelle inevase. Grottesco da parte di una classe politica che in un Italia, non sa davvero più cosa fare per rendersi ridicola e inaffidabile

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