Lo scorso 31 maggio 2017 è stata celebrata la Giornata mondiale senza tabacco, un momento utile per mettere da parte le sigarette e provare ad abbandonare un brutto vizio. Sì perché, secondo recenti dai diffusi dall'Oms, le 'bionde' uccidono ogni anno otto milioni di persone. Un vizio indubbiamente killer. La campagna contro il fumo ha messo anche in evidenza che il vizio del fumo comporta costi ingenti per famiglie e Governi.

E' stato calcolato che, ogni anno, tale dipendenza costa 1.400 miliardi di dollari tra prestazioni lavorative perse e spese sanitarie. Le sigarette, insomma, mettono in ginocchio i nuclei familiari e gli Stati.

Il numero dei fumatori non è diminuito

La Giornata mondiale senza tabacco si celebra ogni anno e rappresenta un momento di riflessione sui danni del fumo e sui risvolti sociali ed economici. Anche quest'anno la campagna è stata promossa sui social mediante l'hashtag #NoTobacco. Gli effetti del fumo sono deleteri, eppure il numero di fumatori nel mondo non è diminuito negli ultimi anni.

Lo comprova una ricerca pubblicata recentemente su Lancet, fondata su informazioni relative a un lasso di tempo che va dal 1990 al 2015. il numero delle persone che fumano sigarette, nel mondo, è vicino al miliardo. Aumentato anche il numero delle morti dovute al tabacco che, secondo l'Oms, si registrano specialmente nelle nazioni a medio-basso reddito. Il tabacco aumenta non solo il rischio di morte prematura ma è tra le cause di numerose patologie, come cancro e disturbi respiratori e cardiovascolari. Le sigarette, inoltre, favoriscono l'infertilità.

Italia: boom di teenagers fumatori

Secondo medici ed esperti sono molti i motivi per cui si dovrebbe subito abbandonare il vizio del fumo. Dall'ultimo bollettino di Eurobarometro emerge che in Europa il numero di fumatori non ha subito variazioni, anche se è cresciuta la schiera di ragazzi che si sono avvicinati ai prodotti del tabacco, specialmente quelli rientranti nella fascia d'età 15-24.

In Europa le nazioni in cui si fuma di più sono Croazia, Francia, Grecia e Bulgaria; quelle in cui c'è meno interesse verso le 'bionde', invece, sono Regno Unito e Svezia. L'Italia, invece, svetta nella classifica dei fumatori adolescenti. Nel Belpaese fuma il 22% dei ragazzi tra i 15 e i 16 anni. Nonostante i passi in avanti fatti sul campo della lotta contro il fumo, dopo il varo della legge Sirchia, in Italia il numero dei fumatori non è diminuito negli ultimi otto anni.