WhatsApp, uno strumento potenzialmente utile e positivo è diventato la causa primaria di discussioni, diverbi e offese. Sempre più spesso accade che genitori arrabbiati si presentano a scuola con in mano lo screenshot della conversazione di gruppo arrabbiati per alcune affermazioni poco gradite, per le parole che sono state usate o per le offese ricevute.

Mario Uboldi, dirigente dell'istituto Giovanni Pascoli di Milano, racconta di essere dovuto intervenire spesso nelle liti fra i genitori, o contro gli stessi insegnanti.

Per questo ha preso un serio provvedimento: ha emanato una circolare con cui ha vietato ai docenti di intervenire nelle discussioni. "A volte gli insegnanti provano a fare da moderatori - afferma Uboldi - . Ma non va bene: rischia d'innescarsi un meccanismo ancora più pericoloso". La comunicazione consentita fra insegnanti e genitori è quella tradizionale "tramite diario" mentre "lo scambio di mail e telefono cellulare può essere accettato solo fra insegnanti e rappresentanti di classe, per informazioni urgenti".

Una pratica sempre più comune

Sono sempre di più i presidi delle scuole italiane che condannano apertamente l'uso delle chat di gruppo: "le chat di classe hanno una pericolosissima risonanza, questioni banali possono diventare problemi gravi perché sempre più genitori scrivono con leggerezza, senza pensare alle conseguenze.

E non risparmiano insulti".

La faccenda si fa sempre più seria. A Milano, ad esempio, dopo un'epidemia di pidocchi, una mamma determinata a trovare il colpevole del contagio ha scritto in chat: «Ora basta, è la terza volta, qui qualcuno ha gravi problemi di igiene, voglio sapere chi è!». Quotidiani poi sono ormai gli insulti agli insegnanti, per non parlare di molteplici e futili liti tra genitori.

A Bologna e a Bari, invece, alcuni genitori si sarebbero lamentati di un presunto trattamento di favore da parte degli insegnanti nei confronti di alcuni alunni disabili. Basta poco, insomma, per rovinare un mezzo che vorrebbe invece migliorare la comunicazione e quindi i rapporti tra le persone.