Uomini e Donne, in concomitanza con l'inizio della prossima edizione (che prenderà il via nel mese di settembre) darà vita ad un "esperimento" che, fino a questo momento, rappresenta un qualcosa di assolutamente inedito per quanto riguarda la celebre trasmissione di Maria De Filippi: stiamo parlando del trono gay, che andrebbe ad affiancarsi ai ben più tradizionali trono classico e trono over.

Di questa novità si è discusso parecchio durante i mesi scorsi e molti critici televisivi si sono interrogati in merito all'opportunità o meno di proporre una soluzione di questo tipo all'interno del people show. Le anticipazioni sono state confermate dalla stessa presentatrice e quindi non vi è più alcun tipo di dubbio circa la messa in onda della suddetta formula. Premesso ciò, in rete emergono già le prime ipotesi in relazione a chi potrebbe occupare Il trono in questione: secondo le ultime notizie, tutto potrebbe cominciare avendo come protagonisti due volti già noti al pubblico televisivo, per via della loro precedente partecipazione ad un altro famosissimo programma, vale a dire il Grande Fratello.

Maicol Berti e Siria De Fazio a Uomini e Donne?

La scelta di avere come base di partenza alcuni nomi già facenti parte mondo dei reality appare più che sensata, almeno seguendo le logiche puramente televisive. Senza ombra di dubbio, questo contribuirebbe a catturare maggiormente l'attenzione dei telespettatori riguardo al trono gay. Nello specifico, stiamo parlando di Siria De Fazio e Maicol Berti, ex concorrenti del Grande Fratello: i due, chiamati ad esprimere un'opinione in merito alla nuova formula che verrà adottata nel programma Uomini e Donne, hanno espresso un parere positivo e reso nota la loro disponibilità a parteciparvi nel caso in cui Maria De Filippi dovesse prendere in considerazione le loro candidature.

Quali sono le vostre opinioni in riferimento al trono gay ed alle proposte che vi abbiamo appena riportato? Siete d'accordo con chi dichiara che una trasmissione di questo genere porterà inevitabilmente ad una spettacolarizzazione dell'omosessualità?