Filippo Galli, ex difensore e responsabile del settore giovanile del Milan dal 2009 al 2018, ha replicato alle critiche mosse da Paolo Maldini riguardo il lavoro svolto nel vivaio rossonero. Il suo intervento, pubblicato il 17 agosto 2026 sul blog personale, ha chiarito la metodologia adottata e la posizione dello staff da lui guidato.

Maldini aveva lamentato che nelle giovanili del Milan "si parla solo di tattica; se un ragazzo ha talento, è un problema", riferendosi all'esperienza dei suoi figli.

Galli ha invece sottolineato che la sua gestione promuoveva un calcio propositivo, lontano dalla ricerca esasperata del risultato, ponendo il ragazzo al centro del proprio percorso di crescita. "Nessuno ha mai vietato, a nessun giocatore, di saltare l’uomo in dribbling: tutt’altro", ha affermato Galli, enfatizzando creatività e libertà di espressione come elementi cardine.

Galli e Maldini: il confronto sul vivaio

Le affermazioni di Maldini riguardano direttamente Galli, che ha ricoperto il ruolo di responsabile per nove anni. Galli ha evidenziato che Maldini, pur con ruoli dirigenziali nel club, non ha seguito da vicino il lavoro nel vivaio: "Non posso muovergli una colpa per non avere, negli anni da dirigente, seguito da vicino il Settore Giovanile.

Sono ruoli diversi, tempi diversi, priorità diverse… ma non posso lasciar passare, senza una parola, una descrizione così distante da ciò che è stato quel lavoro". Ha ribadito l'importanza di sostenere i giovani nella creatività e di considerare l'errore una tappa fondamentale, non una colpa, nel percorso formativo.

Il metodo Galli e il calcio giovanile italiano

Filippo Galli, con esperienze anche nel settore tecnico di Coverciano, ha illustrato il suo approccio metodologico, che integra tecnica, tattica, aspetto fisico-atletico, mentale ed emozionale. Secondo Galli, la tecnica è inscindibile dalla tattica e l'apprendimento avviene nella complessità del gioco. Nel calcio giovanile italiano, non manca il talento, ma piuttosto le competenze e il coraggio per valorizzarlo.

Molti club, ha evidenziato, non attribuiscono ai vivai l'importanza dovuta, limitandosi a rispettare le normative UEFA senza un reale investimento. Tra le realtà che si distinguono positivamente, ha citato l'Atalanta, l'Empoli e l'Inter, quest'ultima per l'operato di Massimo Tarantino.