Burocrazia e inefficienze varie caratterizzano il Belpaese in quaslsiasi ambito ma la storia di questa donna colpisce particolarmente perché avrebbe potuto avere conseguenze ben pesanti sulla salute. Una paziente di Treviso, madre di due figli, si era sottoposta in ospedale a una serie di accertamenti di cui attendeva l'esito tramite posta. Intanto però passano i giorni, che si cumulano fino a diventare settimane, ma alla donna non arriva nessun esito riguardo agli esami medici a cui si è sottoposta.
Passa così addirittura un mese. A questo punto spazientita da tutto questo ritardo, soprattutto per patologie per le quali la diagnosi e l'inizio tempestivo delle cure è fondamentale, decide di rivolgersi direttamente ai carabinieri per ottenere la lettera che le è stata inviata dall'ospedale di Castelfranco Veneto. Si scopre così che la 43enne trevigiana ha dovuto iniziare in ritardo le sedute di chemioterapia a causa di una colpevole negligenza da parte di Poste Italiane.
A quanto pare, alla base di questo ritardo di un mese, ci sarebbe l'assenza dei postini, che quindi ha determinato una consegna tardiva.
I carabinieri intervenuti all'ufficio postale di Mareno di Piave a Treviso rovistando tra il notevole accumulo della posta inevasa da settimane, sono riusciti a rintracciare e recuperare il 16 gennaio il documento medico spedito dall'ospedale il 27 dicembre scorso. La paziente che a causa di questo ritardo nella consegna, ha dovuto iniziare le cure con circa un mese di ritardo, starebbe valutando la possibilità di denunciare l'ente.