Parigi, tre uomini incappucciati ed armati di kalashnikov hanno fatto irruzione nella sede dello storico settimanale satirico Charlie Hebdo ed hanno aperto il fuoco sul personale uccidendo dodici persone al grido di "Allah Hakbar". Dopo aver compiuto il massacro gli stragisti hanno rubato l'auto di un automobilista e sono fuggiti. Alcuni giornalisti del settimanale, riusciti a fuggire sopra i tetti della sede, armati di telecamera, sono riusciti a riprendere le scene della fuga dall'alto. Il Presidente Hollande parla di attentato alla libertà, mentre le autorità parigine hanno diramato un'allerta per tutta 'Île de la Cité ed hanno mobilitato più di tremila poliziotti ed organizzato posti di blocco in tutta Parigi. Secondo un giornalista di Charlie Hebdo gli assassini sapevano che alle 10 di ogni mercoledì si teneva una riunione in redazione, altrimenti in qualsiasi altro momento della settimana non avrebbero trovato così tanto personale in sede. Secondo quanto udito da un testimone giornalista gli assaltatori avrebbero affermato "vendicheremo il Profeta", riferendosi al profeta Maometto.
Charlie Hebdo era difatti già passato alle cronache internazionali per alcune caricature, considerate ampiamente blasfeme, del profeta Maometto e già nel 2011 la sede subì un altro attentato, ovvero due molotov incendiarono la sede, senza nessuna vittima. Nella settimana passata inoltre Charlie Hebdo aveva pubblicato un editoriale dedicato al controverso libro di Michel Houellebecq intitolato "Sottomissione" ed al lancio proprio oggi nelle librerie di tutta Francia. Il libro in questione ipotizza un 2022 in cui tutti i partiti politici francesi si uniscono per sostenere un candidato musulmano contro Marine Le Pen del Front National, nell'intento di 'islamizzare' l'intera Unione Europea.
Quasi inquietante l'ultima vignetta del direttore Charb, che pochi giorni fa' pubblicò una vignetta con una didascalia recante: "Ancora nessun attentato in Francia", seguita dall'immagine di un talebano che rispondeva: "Aspettate, abbiamo tempo fino a fine Gennaio per farci gli auguri".
Scrivo per diletto e per passione, sono molto attento alla vita politica del mio paese e credo fermamente che progetti di giornalismo social come quello di BlastingNews rappresentino il futuro prossimo (ma neanche tanto) dell'Editoria e del Giornalismo.
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