I tre sospetti terroristi che hanno compiuto l'attentato alla redazione del settimanale satirico francese Charlie Hebdo uccidendo dodici persone non sono stati arrestati come era stato detto in un primo momento ma sono stati "identificati e localizzati" dalla polizia. L'operazione delle teste di cuoio francesi dei reparti Raid è ancora in corso a Reims, capoluogo della regione Champagne a nord di Parigi, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Ansa.

Attacco Charlie Hebdo, strage a Parigi: arrestati i tre attentatori, notizia smentita

Il sito del giornale Liberation, che aveva dato la notizia degli arresti, ha già rettificato la notizia precisando che il ministero dell'Interno francese ha smentito e che i presunti attentatori - due fratelli di 34 e 32 anni, più un terzo complice, un uomo di 19 anni - sono stati "identificati e localizzati", quindi ancora non è stato eseguito nessun arresto.

Tuttavia il sito del magazine israeliano JSS News pubblica anche le foto dei documenti d'identità dei tre ricercati: sarebbero Said Kouachi, 34 anni, il fratello Cherif, 32, franco algerini ed Hamid Mourad, 19 anni. Sarebbero terroristi che hanno agito "nel nome di Allah" compienmdo la strage che ha ucciso dodici persone: giornalisti, vignettisti, poliziotti.

E per ricordare le vittime della strage al Charlie Hebdo sono almeno 15mila le persone, secondo quanto riporta Le Figaro riportando fonti della polizia, scese in strada nel centro di Parigi per manifestare a sostegno delle vittime. Altre manifestazioni sono in corso a Tolosa e Lione, Nantes.

Papa Francesco: la più ferma condanna per l'orribile attentato che ha funestato Parigi

Papa Francesco ha espresso - ha dichiarato in una nota il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, a proposito dell'attacco alla redazione di Charli Hebdo - "la più ferma condanna per l'orribile attentato che ha funestato questa mattina la città di Parigi con un alto numero di vittime, seminando la morte, gettando nella costernazione l'intera società francese, turbando profondamente - ha sottolineato il Santo Padre - tutte le persone amanti della pace, ben oltre i confini della Francia".

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"Siamo tutti francesi", ha detto oggi il primo ministro italiano Matteo Renzi che ha portato la solidarietàdel governo all'ambasciata francese a Roma, parafrasando la celebre "Ich bin ein Berliner" ("Sono un berlinese") pronunciata dal presidente Usa John Kennedy a Berlino nel 1963.

Strage a Parigi, il ministro dell'Interno Angelino Alfano: massima allerta anche in Italia

Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, dopo aver riunito il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, ha ribadito con fermezza: "Lo stato di allerta è elevatissimo, facciamo parte di un'area del mondo che è un bersaglio. Non possiamo sottovalutare alcun elemento". Anche perché gli attentatori di Parigi, ha sottolineato il ministro Alfano, "sono delle bestie", che però "hanno agito - ha aggiunto - con modalità professionale da commando".