Lo stabilimento Beko di Comunanza, situato in provincia di Ascoli Piceno, sta affrontando una grave crisi produttiva. L'azienda ha comunicato volumi di produzione drasticamente ridotti per i prossimi mesi estivi: appena 36.650 pezzi per luglio e un minimo di 2.300 pezzi per agosto. Questi numeri, ben al di sotto delle normali capacità, rendono inevitabile un massiccio ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti del sito.

Le organizzazioni sindacali Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Ugl Metal hanno dettagliato le conseguenze. Per luglio, sono previste sei giornate di cassa integrazione, fissate per il 10, 17, 24, 29, 30 e 31 luglio. Ancora più critica la situazione per agosto, con le previsioni che indicano un'unica giornata lavorativa, quella del 31 agosto. I sindacati hanno definito il quadro "delicato" e hanno sollecitato con urgenza un confronto al tavolo ministeriale del Mimit per la vertenza.

Richiesta di confronto al Mimit

I rappresentanti dei lavoratori, pur riconoscendo un rallentamento generale che interessa tutti gli stabilimenti del gruppo, hanno evidenziato come il piano industriale specifico per il sito di Comunanza non stia producendo i risultati attesi.

La loro denuncia principale riguarda l'assenza degli investimenti annunciati nei mesi scorsi. Per questo, chiedono che agli impegni presi seguano interventi concreti e tangibili, essenziali per il rilancio produttivo e la sostenibilità dello stabilimento.

Obiettivi sindacali per il futuro

Le sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm e Ugl hanno ribadito l'intenzione di continuare a vigilare attentamente sull'evoluzione della situazione. Il loro impegno è volto a formulare proposte che possano garantire prospettive produttive solide per lo stabilimento di Comunanza. L'obiettivo è duplice: consolidare la presenza del sito industriale sul territorio e assicurare un futuro occupazionale stabile per l'intera comunità montana che dipende da questa realtà produttiva.