C'è tanta voglia in Italia di lavorare mettendosi in proprio, specie tra i giovani in difficoltà nel trovare un'occupazione stabile. Molti di questi scelgono la strada dell'e-commerce anche perché non conosce crisi il commercio online grazie all'aumento delle transazioni Web dei consumatori con la carta di credito.
E così nei primi dieci mesi del 2013 in Italia sono state aperte nel settore oltre 1.900 imprese di e-commerce.
Questo è quanto emerge, tra l'altro, da un Rapporto dell'Osservatorio Confesercenti che evidenzia però anche l'elevato tasso di chiusura delle imprese del settore in quanto spesso manca un'adeguata formazione per trasformare le idee in progetti vincenti che possano stare sul mercato.
La crescita delle imprese del settore nei primi dieci mesi del corrente anno, con un +16,1%, porta a quasi 12 mila i commercianti 2.0 che sono presenti nel nostro Paese. A livello geografico, in accordo con quanto dichiarato dal Segretario Generale di Confesercenti Mauro Bussoni, la crescita maggiore delle imprese di e-commerce si registra soprattutto al Sud ed è alimentata in prevalenza proprio dall'autoimpiego, ovverosia dalla volontà di mettersi in proprio.
La crescita dell'online per il commercio è frutto dell'evoluzione del mercato rispetto ai canali di vendita tradizionali. Nello stesso tempo però l'e-commerce diventa spesso l'oggetto sociale di micro imprese che sono condotte da giovani alla ricerca del riscatto a livello occupazionale.