Sono 530mila i lavoratori professionisti iscritti alle casse di previdenza che possono accedere al bonus 1.000 euro di maggio. Si tratta del cosiddetto reddito di ultima istanza, una sorta di indennità anti Covid-19 che, se in possesso di determinati requisiti, può essere richiesto, tra gli altri, da architetti, avvocati, dentisti e notai.

Le modalità di erogazione del sussidio non saranno uguali per tutti, così come non tutti dovranno presentare una nuova domanda all'Inps. Coloro che hanno già usufruito dell'indennità relativa ai mesi di marzo e aprile percepiranno in automatico quella di maggio.

I professionisti che non hanno beneficiato finora dei 1.000 euro e che sono in possesso dei requisiti di accesso alla misura, dovranno invece inviare apposita istanza all'Inps entro e non oltre la data del 16 settembre.

Indennità 1.000 euro, stanziati 530 milioni col decreto agosto

Il mese di tempo a disposizione per presentare la domanda per il bonus 1.000 euro è sancito dal decreto di agosto che è stato varato in questi giorni dal governo. La dotazione finanziaria è stata fissata a quota 530 milioni di euro, e si prevede che una platea di 530mila lavoratori professionisti possa percepire l'indennità.

Cause di esclusione e requisiti di accesso ai 1.000 euro

Per accedere al reddito di ultima istanza, è necessario rientrare in determinati requisiti, anche se bisogna tener conto di alcune cause di esclusione.

Ad esempio, la somma non può essere versata a chi è già titolare di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, oppure percepisce regolare pensione.

Secondo il quotidiano Repubblica, pur non rientrando nei motivi di esclusione, il bonus 1.000 euro non viene erogato ai professionisti che hanno un fatturato che supera i 50mila euro.

La regola del calo di fatturato da rispettare

I professionisti che hanno avuto un reddito al di sotto dei 35mila euro nel 2018 non devono dimostrare di essere andati incontro a un calo di fatturato. Invece se la quota va da 35mila a 50 mila euro, il lavoratore deve dichiarare di aver subito un calo dei ricavi o dei compensi pari ad almeno il 33% nel primo trimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

Oltre ai professionisti iscritti alle casse previdenziali private, i 1.000 euro di indennità del mese di maggio possono essere erogati anche alle Partite iva che sono iscritte alla gestione separata dell'Inps. Stesso discorso per i venditori a domicilio e gli autonomi che non hanno Partita iva ma che sono in possesso dei requisiti previsti dal decreto, così come per i lavoratori appartenenti ai comparti del turismo e dello spettacolo.

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