Il governo Renzi tra le novità in progetto ha la creazione di 4 grandi comparti del Settore Pubblico; lo studio della revisione dei comparti, dopo una serie di verifiche ha permesso di giungere a considerare ammissibile quanto richiesto dai sindacati. La strutturazione futura consterà dei seguenti comparti: Sanità/salute, Scuola/educazione, Regioni/Autonomie Locali, già esistenti, e ad essi si dovrebbe aggiungere un quarto di nuova formazione quello dei poteri centrali. Le organizzazioni sindacali, per essere consultate e informate di come si predisporrà questo nuovo assetto, sono state invitate a svariati incontri al fine di giungere all’accordo entro gennaio 2016.

Revisione comparti e aumento stipendi

La creazione del quarto comparto è voluto proprio dai sindacati, due problemi però pongono ostacoli alla firma e alla conclusione delle trattative: uno è la legge di stabilità e l'altro la legge Brunetta. Il problema della revisione dei comparti del settore pubblico, si ricollega alla trattativa degli aumenti stipendiali, che non è di fatto attuabile come i sindacati vorrebbero, quest'ultimi chiedono gli arretrati e un aumento che si adegui al costo della vita, almeno di 100 euro, invece l'attuale aumento proposto è pari a 10 euro.

In Italia da anni si fanno riforme che non migliorando di fatto le cose, nella scuola si è sperimentato molto in fatto di riforme. Prima è stata realizzata la riforma dei moduli, che aveva permesso l'assunzione di molto personale docente nella scuola, creando una scuola moderna e invidiabile, anche rispetto a molti modelli europei di alto livello. Poi la Gelmini per ridurre il personale, ha deciso di eliminare i moduli, che aveva in sé numerosi pregi, passando all'estremo opposto, realizzando: riduzioni di personale, classi  e scuole e questo solo a fini di risparmio (peraltro mai realizzato).

Ma le riforme non si sono fermate, nonostante i fallimenti, con la Legge Brunetta, l'esecutivo di Berlusconi ha cercato di ripulire il mondo del lavoro pubblico, dai fannulloni e dagli assenteisti, ma non è servita neanche questa carta: oggi in Italia succede che degli impiegati entrano, obliterano l'entrata (loro o chi per loro) e vanno via a fare i loro comodi, e dopo essere stati registrati dalle telecamere e non vengono licenziati.

Nel pubblico da anni solo tagli al personale

Per i tagli alla sicurezza, alla sanità e alla scuola degli ultimi anni, il personale è insufficiente e non si hanno i sostituti in caso di assenza del dipendente, si deve trovare in organico un tappo buchi (come succede nel privato). Un tempo nella scuola c'erano dei supplenti, che facevano quello di professione, oggi se manca un lavoratore anche per mesi non viene sostituito determinando gravi difficoltà negli uffici delle scuole, ma anche in classe e nei corridoi delle scuole per la semplice apertura delle scuole, la pulizia e la vigilanza. Renzi ha eliminato si i supplenti ma non nel modo migliore.

A che pro cambiare le cose se poi non si migliora nulla?

Piuttosto che sprecare i soldi per la formazione con il bonus di 500 euro in acquisti inutili (addirittura ipad e tablet), perché non dare una somma una tantum ai docenti e a tutto il personale come aumento? Perché non lasciare che nelle scuole, ma anche negli ospedali e negli altri settori pubblici (e anche nel privato), ci sia la figura del supplente? Il problema oggi nel mondo del lavoro è proprio l'assenza di un sostituto quando serve, nella sanità e nella scuola questa figura è necessaria.