Inutile girarci attorno perché l'argomento più caldo e che suscita maggiore interesse in quest'ultimo periodo è quello legato alla riforma pensioni 2017 e in particolare ad Ape social e Quota 41 per i lavoratori precoci, le due nuove formule per l'ottenimento della pensione anticipata. Come noto, i ritardi per la pubblicazione dei decreti sono stati piuttosto forti, ma sembra ormai giunto il momento perché si attende soltanto la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Riforma pensioni, ecco le novità su Ape e precoci

Dopo i rilievi fatti ad aprile dal Consiglio di Stato, infatti, i decreti per Ape social e lavoratori precoci sono stati modificati da Palazzo Chigi e sono stati inviati alla Corte dei Conti lunedì scorso per l'operazione di registrazione. Ecco perché, come riportato dal sito Pensionioggi, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale sembra oramai questione di pochissimo. Ribadiamo che i beneficiari di tali interventi restano comunque quelli che erano stati individuati nella la Legge di Bilancio 2017.

Sono chiaramente lavoratori in condizioni di difficoltà e sono:

  • lavoratori disoccupati per licenziamento che non godono di alcun ammortizzatore sociale da almeno tre mesi
  • soggetti con invalidità maggiore o uguale al 74%
  • coloro i quali assistono coniuge o parenti entro il primo grado che sono in condizione di disabilità
  • lavoratori che si occupano di svolgere attività usuranti

Presto un quadro più completo sulla riforma pensioni

Per avere un quadro più completo sui nuovi interventi della riforma pensioni 2017 per l'uscita anticipata, occorrerà attendere le istruzioni che presto arriveranno dall'Inps e dal Ministero del Lavoro. In sostanza, queste categorie di lavoratori potranno optare quindi per altre due strade di pensionamento rispetto a quanto prevede fino ad oggi la legge Fornero: l'Ape social con l'uscita a 63 anni con almeno 30 anni di contribuzione e la Quota 41 per i lavoratori precoci senza alcun limite di età anagrafica a patto che dimostrino di aver svolto un anno di lavoro prima di aver compiuto diciannove anni di età.

Tutto questo, ovviamente, senza incorrere in alcuna penalizzazione. C'è da dire che secondo il rapporto presentato dall'Università La Sapienza di Roma, con questi nuovi strumenti c'è il rischio di vedere la creazione di "nuovi poveri".

Riforma pensioni, tempi più lunghi per l'Ape volontario

Per quanto riguarda l'Ape volontario, invece, i tempi sembrano essere più lunghi perché il decreto è ancora in bozza. Anche perché vanno prima di tutto stabilite le convenzioni con le banche che si occuperanno di erogare il finanziamento e con le assicurazioni che si occuperanno invece di garantire il premio di copertura in caso di morte del pensionato prima dei 20 anni di rimborso. Ci si può già avventurare a dire che, a differenza di Ape social e Quota 41 per i precoci, l'Ape volontario non sarà pronto prima di giugno. Per rimanere sempre aggiornati sulle ultime notizie riguardanti il tema riforma pensioni 2017, consigliamo di cliccare sul tasto "Segui" presente accanto al nome dell'autore di questo articolo.