Il mondo della scuola stamane è sotto shock dopo la notizia apparsa in prima pagina sul quotidiano online ‘Il Fatto Quotidiano’ a proposito del tariffario per occupare le ambite poltrone nei due rami del Parlamento. Il FQ titolava, infatti: «Partiti, fino a 150mila euro per un seggio. Il tariffario della democrazia in vendita».
Da quanto si apprende, tutti i partiti sono coinvolti in questo ‘mercimonio’ da anni, almeno dal 2008.
Quello che fa davvero indignare è che tale situazione era nota a tutti, con il benestare delle Istituzioni. Un fatto noto a tutti, clamoroso per certi versi, ma assolutamente tollerato, in quanto si è creato per via dell’attuale legge elettorale, il cosiddetto ‘Porcellum’. Rimane il fatto, comunque, che il buon senso dei nostri politici è venuto meno e, alla lunga, questa situazione ha ulteriormente aggravato la qualità politica attuale.
Lo Stato siamo noi: gli insegnanti prendono le distanze da questo assunto
«Lo Stato siamo noi». Subito gli insegnanti sbottano e – sui profili personali e all’interno dei tanti gruppi di Facebbok -, neanche a dirlo, il mondo della Scuola si dissocia ampiamente da questo accostamento che nulla a che fare con i poveri insegnanti maltrattati, di cui questo popolo è parte integrante.
Gli operatori della scuola non potrebbero far parte mai delle Stato attuale, sia per dignità che per capacità economica. A sentire quelle cifre da capogiro, non si sarebbero potuti permettersi di starci, tra i banchi del Parlamento, neanche una settimana. Scherzi a parte... loro sono insegnanti, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi che fanno parte di un mondo dedito alla formazione e al benessere psicologico degli alunni. Se fossero realmente come i politici, non potrebbero essere adatti come modello da imitare per le medesime future generazioni.
Gli insegnanti, invece, fanno parte della folta schiera di brava gente che si alza la mattina per andare a lavorare e che ha deciso di intraprendere una strada lunga e tortuosa: hanno dedicato il loro tempo sui libri, hanno deciso di laurearsi con sacrificio e, soprattutto, hanno investito molto denaro, quello utile e indispensabile per la loro carriera.
Hanno partecipato e superato i concorsi, quelli per titoli ed esami; hanno saputo aspettare nella lunga risalita all'interno delle lunghe ed interminabili Graduatorie ad esaurimento. Loro, infine, hanno accettato. quasi un anno fa (luglio 2015). i dictatum dei partiti politici. Nonostante tutto, quegli stessi uomini politici oggi siedono su quei banchi e tentano di farsi chiamare invano 'onorevoli' ma che di onorevole, stante a quello che si sente in giro, non gli è rimasto proprio nulla.
Tutti gli stati d'animo dei docenti dopo questa clamorosa verità
L’indignazione, la delusione, lo sconforto, la rabbia non è più colmabile. La scuola è stata trattata come un covo di ladri e di nullafacenti, gli insegnanti sono stati additati come una banda di personaggi affamati di denaro senza dare in cambio nulla ai loro alunni.
Tutti i professori sopportano da tempo le illazioni a loro rivolte, quando invece gli stessi appellativi potevano essere indirizzati ai loro stessi detrattori, proprio loro, i politici ‘paganti’, che con infamia e brama di potere siedono tra gli scranni del Parlamento, non per i loro meriti di abili oratori e di brillanti strateghi ma solo perché disponibili a pagare con i nostri soldi un seggio nelle aule parlamentari. Bello vincere facile... direbbe qualcuno.