Un iPad, due videogiochi e un software per analizzare il movimento delle dita sullo schermo: sono questi gli elementi utilizzati da due ricercatori universitari e da un'azienda di software per tablet per mettere a punto un metodo affidabile, poco dispendioso e non invasivo finalizzato a diagnosticare l'autismo nei bambini. La nuova metodologia è stata pubblicata molto di recente su Scientific Reports, una costola open access della prestigiosa rivista Nature.

Autismo e anomalie del movimento

Già nel 1943 Leo Kanner, il medico statunitense di origine austriaca che fu tra i primi a descrivere l'autismo, osservò una serie di anomalie del movimento nel gruppo di bambini che ebbe la possibilità di seguire, accanto al desiderio di solitudine e alla propensione per comportamenti stereotipati.

In effetti, l'autismo non è soltanto un disturbo della sfera sociale ed emotiva, ma è caratterizzato anche da alterazioni degli schemi motori. Movimenti stereotipati e ripetitivi sono attualmente tra i segni peculiari che portano alla diagnosi di disturbo dello spettro autistico a conferma delle osservazioni di Leo Kanner, oggi considerato il padre della neuropsichiatria infantile.

Inoltre, recenti studi hanno rilevato anomalie più sfumate a carico di movimenti di semplice oscillazione orizzontale degli arti, di movimenti finalizzati al raggiungimento e al contatto con oggetti, della scrittura a mano, della postura e del cammino. Infine, l'analisi della letteratura scientifica sull'argomento indica deficit della coordinazione motoria, della tempistica dei movimenti e dell'integrazione sensorimotoria.

Il riconoscimento precoce di tali anomalie e la diagnosi di disturbo dello spettro autistico permettono di intraprendere prima possibile percorsi terapeutici appropriati. Tuttavia, il processo di diagnosi può durare molto e assorbire risorse finanziarie e temporali molto preziose.

Autismo, tablet e analisi del movimento

"Sulla scorta dei dati relativi alle anomalie della coordinazione motoria nell'autismo" racconta il dottor Jonathan Delafield-Butt, dell'Università di Glasgow e coordinatore dello studio "abbiamo ipotizzato che tali alterazioni potessero riflettersi nelle modalità di utilizzo di un tablet". Quindi, con l'aiuto di Krzysztof Sobota, sviluppatore della azienda polacca Harimata e di Anna Anzulewicz della Jagiellonian University di Cracovia, il dottor Delafield-Butt ha installato su due tablet iPad un software in grado di misurare i parametri di movimento dei polpastrelli sul touchscreen. 

"Poi, abbiamo fatto giocare dei bambini con due videogiochi installati sui tablet" spiega ancora Delafield-Butt "e abbiamo registrato i movimenti durante il gioco.

I bambini avevano un'età tra i 3 e i 7 anni e comprendevano sia soggetti con diagnosi di autismo, sia soggetti senza anomalie dello sviluppo cognitivo". 

I dati registrati sono stati analizzati e hanno costituito l'input per un algoritmo di classificazione automatica. "I risultati delle analisi" conclude Delafield-Butt "hanno rivelato che il tocco e i gesti dei bimbi autistici sono caratterizzati da una maggiore forza e da una cinematica più ampia e veloce che coinvolge anche le porzioni periferiche dello schermo". L'algoritmo di classificazione è, invece, stato in grado di distinguere i bimbi affetti da autismo dagli altri con un'accuratezza del 93%, suggerendo che la diagnosi di autismo può essere compiuta in maniera semplice, economica e divertente.