La Strade Bianche di Fabio Felline è stata una lunga e faticosa rincorsa lontano dagli occhi delle telecamere. Il corridore della Trek Segafredo era uno degli outsider più pericolosi per la corsa senese, forte di un convincente esordio nelle classiche del Belgio.

Felline è però incappato in una caduta nelle prime fasi ed ha perso diversi minuti prima di cominciare una lunga rimonta che l’ha portato ai margini della top ten finale, primo però tra i corridori italiani.

Una corsa bella e sfortunata

Felline era il corridore cui il ciclismo italiano affidava le maggiori speranze di un buon risultato in questa Strade Bianche. Le condizioni atmosferiche, con vento e pioggia intermittente, hanno reso la corsa ancora più difficile e moltiplicato gli episodi in cui anche la sfortuna ha potuto giocare un ruolo importante.

Così è stato per il corridore piemontese della Trek Segafredo, che già molto prima che la corsa entrasse nelle fasi decisive si è trovato retrocesso nelle retrovie da un incidente. “Era nella parte anteriore del gruppo in una delle fasi più pericolose della gara” ha raccontato Felline “Alcuni corridori davanti a me, tra cui Quinziato, sono caduti e sono finito giù anch’io”.

Felline non ha riportato danni seri nella caduta, ma ha rotto il cambio della sua Trek e lo spezzettamento del gruppo l’ha costretto ad aspettare molto tempo prima che l’ammiraglia riuscisse a raggiungerlo con la nuova bicicletta.

È iniziata così una nuova corsa per il corridore piemontese, lanciato in un disperato inseguimento per tornare nel vivo della corsa. “Ho fatto tutta la corsa a inseguire, ma era impossibile tornare davanti. Di sicuro non sono stato molto fortunato” ha spiegato Felline, che però non ha desistito, dimostrando carattere e grande condizione nella sua rimonta.

Il corridore della Trek ha trovato per strada l’appoggio di Boy Van Poppel e più avanti anche quello di Jasper Stuyven.

Il belga era rimasto in un primo tempo nel gruppo dei migliori, ma non è riuscito a tenere il ritmo quando la corsa si è infiammata.

Il migliore degli italiani

“Non ero in una buona giornata” ha spiegato Stuyven “Non stavo abbastanza bene per lottare, dopo ho cercato di aiutare Fabio finchè lui non è partito”. Sfruttato il lavoro di Stuyven, Felline ha ricominciato la sua rimonta solitaria negli ultimi chilometri, recuperando ancora diversi corridori fino a concludere al 13° posto, migliore degli italiani.

“Negli ultimi 20-30 km ho provato ancora, Luca Guercilena mi spingeva dalla macchina per cercare di riprendere più corridori possibile. Questa è stata la mia Strade Bianche, se ci pensate è stato pazzesco”.