Greg Lemond ha recentemente condiviso le sue riflessioni sull'evoluzione vissuta nel ciclismo durante gli anni '90, nell'ultima parte della sua carriera. In un'intervista con Anthony Walsh, il tre volte campione del Tour de France ha raccontato che le gerarchie definite negli anni precedenti furono completamentre stravolte in poco tempo, facendolo passare dalla maglia gialla alla coda del gruppo.
'Io avevo vinto tre Tour e arrivai a un'ora'
Un episodio emblematico che Lemond ha ricordato è la leggendaria fuga di Claudio Chiappucci al Sestriere durante il Tour de France del 1992.
Chiappucci, che nella prima parte di carriera era un buon gregario, salì di livello dal 1990 e in quella giornata del Sestriere sfoderò una prestazione straordinaria che entrò nella storia del ciclismo e lo portò a vincere la tappa e salire sul podio finale di quel Tour.
"Ho corso con Chiappucci dal 1986. Era un gregario. Mi dispiace, non era un gran corridore", ha dichiarato Lemond senza troppi giri di parole. "E poi ricordo che nel 1992 ha staccato tutti al Sestriere. Io avevo vinto il Tour per tre volte. Sono arrivato ultimo in quella tappa, un'ora dietro di lui" ha ricordato Greg Lemond.
'Alla PDM il primo doping organizzato'
Questo “shock” è stato significativo non solo dal punto di vista sportivo, ma anche economico.
Lemond ha rivelato di aver affrontato la sua squadra, la quale aveva minacciato un taglio dello stipendio del 50% a causa dei risultati deludenti, derivanti secondo lui dalla crescente pressione competitiva e dal ricorso al doping da parte di altri team.
Lemond si è opposto a questa decisione, sostenendo di non dover essere penalizzato per aver rifiutato di ricorrere a sostanze proibite. "O ci lasciate correre senza tagli di stipendio, oppure ci mandate lo stesso medico", ha affermato, sottolineando l'ipocrisia di uno sport che premia i risultati senza fornire il supporto necessario per rimanere puliti.
Riflettendo poi sulla sua esperienza con il team olandese PDM, nel 1988, Lemond ha descritto la squadra come la prima vera incarnazione del doping organizzato.
"Quando ho corso con il PDM, ho capito che era la prima vera squadra di doping organizzato. E per questo motivo ho lasciato quella squadra", ha affermato.Le conseguenze di queste pratiche sono state tragiche.
Lemond ha ricordato con tristezza la morte di Johannes Draaijer, un giovane compagno di squadra, avvenuta nel 1990 a soli 27 anni. Seppur la causa ufficiale fosse insufficienza cardiaca, le voci sull’uso di EPO hanno circondato la tragedia. "Sua moglie chiamò mia moglie nel cuore della notte perché suo marito era morto. Che tristezza", ha detto Lemond, evidenziando il lato oscuro del ciclismo di quel periodo.