Il televisore mantiene un ruolo centrale per i giovani italiani. Il Rapporto Auditel-Ipsos Doxa, ‘La meglio (tele)gioventù’, analizza i comportamenti dei 18-34enni, evidenziando un consumo mediatico ibrido.

La ricerca mostra che solo il 18% dei giovani che vivono da soli o in coppia senza figli rinuncia al televisore; la percentuale scende al 2% nelle nuove famiglie. Sette televisori su dieci sono connessi a Internet, e oltre nove su dieci mantengono il collegamento all’antenna.

Paolo Lugiato (Auditel) identifica nella TV un “bisogno di uno spazio condiviso”. Nando Pagnoncelli (Ipsos Doxa Italia) conferma il “consumo ibrido”, dove lineare e on demand si integrano. Il pubblico giovane dei servizi streaming dei broadcaster è più che raddoppiato dal 2019.

Convergenza, crossmedialità e ruolo sociale della TV

Queste dinamiche, corroborate dal Rapporto Censis–Auditel sulla convergenza mediatica, evidenziano la centralità del consumo mediatico. L'integrazione tra TV e piattaforme streaming, con fruizione combinata lineare e on demand, permette alla televisione di mantenere la sua posizione.

La TV si conferma fulcro domestico, facilitando la condivisione di contenuti.

L'alta penetrazione di Internet e antenna dimostra che la transizione digitale è un processo di integrazione, non di sostituzione. Auditel e Censis delineano un panorama di profonde trasformazioni, con i giovani italiani capaci di adottare modelli di fruizione ibridi.