Dopo l'1-2 dell'andata, alla Juventus serviva vincere con 2 gol di scarto, senza subirne, e, invece, la squadra di Allegri ne ha segnati ben 3 agli uomini di Montella, incapaci di reagire all'assalto dei campioni d'Italia. Allegri schiera il preferito 4-3-1-2 con Storari tra i pali, e due sorprese inattese alla vigilia: Padoin a destra al posto di Lichtsteiner che dà forfait poco prima dell'inizio del match, e Matri centravanti titolare al fianco di Morata, al posto dell'altro attaccante spagnolo Llorente dato titolare al 100 % fino alle ore 18.00.

Scelta rivelatasi vincente perché proprio l'attaccante proveniente dal Genoa realizza la rete del vantaggio al 21' sfruttando, da vero attaccante opportunista, un rimpallo favorevole nell'area della Fiorentina. Matri, così, realizza il primo gol della sua seconda avventura alla Juve, dopo averne fatti 27 in 69 partite tra il 2011 e il 2013.

A soli 45' dalla qualificazione

Ma la Juve non è paga del risultato e riesce a chiudere il primo tempo avanti di 2 gol, grazie alla rete di Pereyra, che bissa il centro di sabato sera contro l'Empoli, con il più facile dei goal, un tap-in a porta vuota che batte il portiere viola Neto, autore di un grande intervento su un tiro a botta sicura di Morata.

La ripresa comincia con la solita Juve padrona del gioco, che gestisce il pallone e cerca di costruire azioni pericolose per chiudere la pratica. E l'occasione non sfugge agli uomini di Allegri: al 59' Bonucci, lasciato colpevolmente da solo, insacca il 3-0 sfruttando l'assist da corner di Marchisio.

Partita nervosa

A questo punto gli animi si scaldano intensamente e in 30' l'arbitro Massa estrae per quattro volte il cartellino giallo (saranno 6 alla fine gli ammoniti) e anche un rosso per Morata per un'entrata da dietro su Diamanti.

Serata nera per i "viola"

Alla Fiorentina resta il rammarico di non aver giocato come sempre e paga i numerosi errori difensivi. Non basta un super Neto ad evitare la disfatta: più volte il portiere brasiliano (futuro sposo proprio della "Vecchia Signora") si è superato con grandi interventi, evitando un passivo peggiore.

Gli uomini di Montella non sono riusciti a costruire occasioni pericolose, tirando quasi mai in porta e costringendo Storari ad interventi di ordinaria amministrazione. Unica illusione la rete nel primo tempo di Gonzalo Rodriguez, ma annullata per fuorigioco. Salah non è riuscito ad illuminare con le sue giocate chiuso perennemente nella morsa dei difensori juventini, Gomez ha ricevuto pochissimi palloni per mettere in affanno la retroguardia bianconera. Non sono bastati nemmeno l'inserimento dalla panchina di Diamanti, Tomovic e Babacar. Così, dopo la sconfitta in finale dello scorso anno ad opera del Napoli, la Fiorentina vede nuovamente sfumare il sogno di vincere la coppa nazionale.

La Juventus, prima in campionato, qualificata ai quarti di Champions, può ora seriamente pensare di ambire al terzo traguardo e conquistare così la decima Coppa Italia (trofeo che non vince dal 1995), divenendo la prima ed unica squadra italiana a raggiungere questo obiettivo e aggiungendo la famigerata stella d'argento sul petto. L'altra semifinale tra Napoli e Lazio di questa sera, ci darà il nome della seconda finalista.