Una bella storia di calcio giocato in una settimana dove, causa sosta per le Nazionali, i grandi riflettori della palla rotonda si spegneranno sulle squadre di club. Merito di un giovane e talentuoso ragazzo e di un esordio, a soli 13 anni, con l'Under 20 del Celtic.
Non è un sogno. Siamo a Cappielow, non lontano dal porto di Glasgow: in campo c'è l'under 20 degli Hoops che sfida i pari età degli Hearts, quando mancano 10 minuti alla fine, con i padroni di casa avanti 3-1, l'allenatore Tommy McIntyre si gira verso la panchina e dice: "Tocca a te", e allora maglietta (troppo lunga) nei pantaloncini e si va in campo.
Arriva la lavagna luminosa e il cambio: Karamoko Dembele entra in campo accompagnato dal cinguettio del profilo ufficiale del Celtic: "81' - Karamoko Dembele al posto di Jack Aitchison".
In campo sembra, per statura, un bambino. Fisicamente non c'è storia, tecnicamente, però, non è secondo a nessuno. Il regista-trequartista nato da genitori ivoriani gioca senza pensieri e senza pressioni, dimostrando in pochi minuti tutto il bene che si dice su di lui. Ma questo gli addetti ai lavori lo sanno già, hanno già segnato il suo nome sul taccuino la scorsa estate, quando impressionò nella St Kevin's Boys Academy Cup, torneo con Lione e Barcellona, del quale è stato eletto miglior giocatore.
Sinistro delicato, maglia numero 10 sulle spalle, Dembelè, paragonato al primo Messi, sembra già un predestinato ma non dimentica che la strada da fare per arrivare nell'olimpo del calcio che conta è ancora lunga a ricca di serpentine, le stesse che tenta di proporre in mezzo al campo. C'è ancora molto da dimostrare, l'esordio con l'Under 20 (curiosamente al posto di Aitchison, che lo scorso maggio esordì con la prima squadra del Celtic a 16 anni e 71 giorni nella sfida con il Motherwell) è solo il primo dei tanti traguardi da tagliare.
Eppure Glasgow sembra la dimensione giusta per crescere, migliorare e sentirsi apprezzato. Anche dall'allenatore della prima squadra Brendan Rodgers, uno che di giovani se ne intende.
Per informazioni chiedere ad un altro Dembele, Moussa, uno che a soli 20 anni, arrivato in estate da svincolato, ha saputo far ballare la difesa del Manchester City nella seconda giornata della fase a gironi di Champions League, punendo per ben due volte Guardiola e costringendolo al pari in rimonta, e che ormai parte in pianta stabile della prima squadra di Rodgers.