La Procura di Milano ha ufficialmente confermato che l’Inter e i suoi dirigenti non sono indagati nell’ambito della complessa inchiesta per frode sportiva che sta scuotendo il mondo arbitrale. La notizia, diffusa il 27 aprile 2026, giunge al termine di approfondite verifiche condotte dagli inquirenti, che hanno escluso qualsiasi coinvolgimento della società nerazzurra nel fascicolo d’indagine.

Le persone iscritte nel registro degli indagati sono, infatti, tutte figure strettamente legate all’ambiente arbitrale. Nessun esponente del club milanese figura tra i soggetti attenzionati dalla magistratura, ribadendo la posizione di estraneità dell’Inter rispetto alle contestazioni.

L'indagine e i nomi coinvolti

L’indagine, avviata dalla Procura di Milano sul finire del 2024, si concentra su episodi specifici che hanno visto protagonisti arbitri e supervisori VAR. Sono stati resi noti i nomi di cinque indagati principali: Gianluca Rocchi, Andrea Gervasoni, Luigi Nasca, Rodolfo Di Vuolo e Daniele Paterna.

Il numero complessivo degli iscritti al fascicolo risulterebbe superiore, a causa delle contestazioni formulate in concorso. Le partite finite nel mirino del pubblico ministero Maurizio Ascione sono state individuate in un numero compreso tra quattro e cinque, e un dettaglio cruciale è che nessuna di esse appartiene all’attuale campionato calcistico.

L’inchiesta ha preso le mosse da diverse segnalazioni, tra cui spiccano una denuncia presentata da un tifoso veronese e un esposto dettagliato dell’ex guardalinee Domenico Rocca, elementi che hanno fornito spunti significativi per l’avvio delle verifiche.

Le accuse specifiche agli arbitri

Tra i profili più rilevanti, Gianluca Rocchi, che si è autosospeso dalla carica di designatore arbitrale, è oggetto di indagine per tre episodi specifici.

Questi includono le designazioni considerate “gradite” a favore dell’Inter nella partita Bologna–Inter del 2 aprile 2025, la gestione dell’arbitro Doveri durante la semifinale di Coppa Italia del 23 aprile 2025, e un presunto cambio di decisione sospetto avvenuto nel corso della gara Udinese–Parma dell’1 marzo 2025.

Anche Andrea Gervasoni, che ha sospeso il suo incarico di supervisore VAR, è indagato per un episodio chiave: il rigore revocato nella partita Salernitana–Modena, disputata l’8 marzo 2025. Parallelamente, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca sono coinvolti nell’inchiesta per il ruolo da loro ricoperto in due incontri: Inter–Verona e Salernitana–Modena. Nonostante la gravità e la complessità di questi episodi, la posizione dell’Inter e dei suoi dirigenti si conferma estranea e non toccata dalle contestazioni.

Reazioni istituzionali e nuove normative

L’Associazione Italiana Arbitri (AIA) ha espresso il proprio rammarico per la diffusione delle notizie riguardanti l’inchiesta, ribadendo con fermezza che il fascicolo investigativo concerne esclusivamente l’ambito arbitrale. È stato inoltre precisato che il procedimento sportivo correlato a questi fatti è stato archiviato. A partire dal 1 luglio 2025, è entrato in vigore un nuovo regolamento, appositamente studiato per disciplinare in maniera più stringente le procedure di designazione arbitrale e la supervisione post-gara, un segnale di rinnovamento e trasparenza nel settore.

La Procura di Milano ha voluto riaffermare, attraverso fonti qualificate, che «le persone iscritte nel fascicolo d’indagine sono tutte legate al mondo arbitrale» e che, in modo inequivocabile, «l’Inter e i suoi dirigenti non sono indagati». L’inchiesta prosegue il suo corso, focalizzandosi sull’analisi approfondita degli episodi segnalati, mantenendo la società nerazzurra completamente al di fuori di qualsiasi coinvolgimento diretto.