Alice, ad appena 18 anni, era finita in coma e ha lottato a lungo tra la vita e la morte. La ragazza della provincia di Mantova, dopo quattro anni si è risvegliata e, nelle numerose tappe previste per il suo recupero, è riuscita a raccontare, attraverso dei disegni, cosa realmente accadde quel 3 maggio del 2010, quando fu trovata riversa a terra in un lago di sangue.
Attualmente, la ragazza è su una sedia a rotelle e non riesce ancora a parlare, ma ha imparato ad esprimersi con dei disegni, grazie all'aiuto di una serie di specialisti che, tramite sedute di fisioterapia e logopedia, la stanno aiutando a riappropriarsi della sua vita.
Alice ha disegnato, nel corso dei mesi, delle forme che assomigliavano a quelle di un'automobile. Questi disegni sono risultati fin da subito "sospetti" ai medici e ai familiari della ragazza. Con l'esercizio, la giovane è riuscita a diventare più precisa e ha proprio raffigurato il retro di una macchina nera.
Inoltre, la madre della ragazza ha raccontato che, quando portava la figlia in giro, questa si spaventava e si irrigidiva ogni volta che un'auto le passava accanto. La signora Monia, che non ha mai creduto all'ipotesi del suicidio con cui era stato archiviato il gravissimo incidente che aveva colpito la figlia, si è subito rivolta a dei medici specializzati per mostrare i disegni fatti da Alice una volta risvegliatasi dal coma.
A questi, è stata aggiunta la cartella clinica nella quale si evidenzia che le terribili lesioni riportate dalla ragazza quel maledetto giorno del 3 maggio di quattro anni fa, non potevano essere state causate da una caduta dall'alto, quindi la tesi del suicidio è stata scartata. Dopo un'attenta analisi è emerso, invece, che le ferite potrebbero essere compatibili con quelle causate da un duro impatto con una vettura, probabilmente un Suv.
La madre di Alice non ha mai creduto che la ragazza avesse potuto suicidarsi, ed ora è riuscita, con le prove raccolte e con la sua tenacia, a fare in modo che la Procura potesse riaprire il caso, affidato al sostituto procuratore Silvia Bertuzzi. L'ipotesi su cui ora gli inquirenti indagano è quella di un pirata della strada che avrebbe investito Alice, causandole gravissime ferite e fuggendo, macchiandosi così di lesioni aggravate ed omissione di soccorso.