Quando nel 2013 la Regione Autonoma Sardegna decise per l'attivazione di una "zona franca" ed il presidente regionale delle Associazioni del commercio e artigianato dichiarò che l'isola sarebbe divenuta la "nuova Svizzera", nessuno poteva immaginare che quella che era chiaramente una metafora si sarebbe trasformata in una formale richiesta di adesione della Sardegna alla federazione dei Cantoni elvetici.


Potrebbe sembrare una boutade ed anche una provocazione, eppure sono già 7mila le adesioni sulla pagina di Facebook nella quale si chiede l'annessione della Sardegna alla Svizzera, o meglio, si propone che l'Italia venda la Sardegna alla Svizzera. A quel punto la Sardegna diventerebbe il Cantone marittimo della Svizzera, il 27 esimo.
A lanciare l'idea - che ad alcuni non appare affatto balzana - è stato un gruppo di "cittadini sardi", che sul sito cantonmarittimo.org. scrivono: "Crediamo che con l'Italia non ci sia un futuro. Vorremmo vivere in un paese normale, che offra ai propri cittadini opportunità di lavoro e di impresa, che abbia leggi chiare uguali per tutti, con una economia stabile e tasse equilibrate. Vorremmo portare la Sardegna via dall'Italia e unirci alla Confederazione svizzera".


In realtà, il padre putativo di tale proposta di "revisione geopolitica", è il cagliaritano Andrea Caruso che, in uno dei numerosi commenti, chiosa: "Non avremo più servitù militari, ma franchi anziché euri (sic.) ed un'economia locale da allineare al più presto con quella della nuova madrepatria".

L'adesione alla Svizzera diventerebbe, quindi, il percorso alternativo all'autonomia sarda da sempre invocata e Caruso non lesina di elencare le motivazioni economiche che, però, suonano leggermente troppo simili ad uno spot pubblicitario "modello Alpitour", quando sostiene che la bellissima isola mediterranea, essendo scarsamente popolata, potrebbe accogliere parecchi svizzeri in fuga dalla neve della Alpi, che la eleggerebbero a loro seconda se non prima residenza.

Se la rinascita sarda passa da Berna - in attesa di vedere il casu marzu elencato tra le eccellenze dei formaggi elvetici, il filu 'e ferru paragonato al Genepì alpino o, ancora, la pattada dei pastori sardi integrata, alla bell'e meglio, nel coltellino svizzero multiuso - i post contrari ed anche inorriditi nei confronti della proposta di Caruso non si sono fatti certo attendere.


Uno fra tutti riassume perfettamente l'orgoglio sardo: "Il fatto di leggere che questo signore, possa riferirsi alla mia terra con termini come "vendere" e possa pensare di usare quest'isola come merce di scambio tra l'Italia (paese peraltro indebitato con la regione Autonoma della Sardegna per oltre 10 miliardi di euro) e la Svizzera, come se si trattasse di un peso morto, di una palla al piede, una colonia da cedere ad un paese straniero per far cassa, mi fa abbastanza schifo".
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