Dopo le rivelazioni sulla corruzione di sindaci e tecnici dei Comuni, cosa abbastanza prevedibile, meno scontata giunge l'ammissione di episodi di corruzione di giudici per "aggiustare" processi con capi d'imputazione gravissimi.

Iovine ha infatti rivelato agli inquirenti l'esistenza di una vera e propria struttura all'interno del Tribunale di Napoli per corrompere giudici e avvocati.

250.000 euro per l'assoluzione

Secondo quanto dichiarato dal boss pentito, il suo ex-avvocato Michele Santonastaso, anche lui attualmente sotto processo per fatti di camorra, gli avrebbe fatto sapere che c'era la possibilità, pagando 250.000 euro, di avere l'assoluzione nel processo d'appello in un processo per duplice omicidio per il quale Iovine era stato condannato in primo grado all'ergastolo.

L'assoluzione effettivamente arrivò, grazie ai soldi versati da Santonastaso a un giudice e a un avvocato.

La stessa procedura seguita per l'appello di un processo, sempre per omicidio, nel quale Iovine era stato condannato a 30 anni, e conclusasi con lo stesso verdetto finale di assoluzione.

Indaga la Procura di Roma

Sulla base di queste gravi affermazioni, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo in attesa di poter interrogare Antonio Iovine sugli argomenti specifici per accertarne la veridicità e individuare la struttura "aggiusta processi" al servizio della camorra.

Quando si diffuse la notizia che Antonio Iovine, il potente boss del Clan dei Casalesi era intenzionato a collaborare con le autorità, Roberto Saviano disse "Con il pentimento di Iovine, cambierà per sempre la conoscenza delle verità su imprenditoria e criminalità non solo in Campania, non solo in Italia".

Le notizie che stanno cominciando a filtrare sulle rivelazioni del pentito eccellente, se confermate dalle indagini, saranno la materializzazione di quelle parole.