Ancora un episodio di violenza ai danni di animali. Un uomo ottantenne è stato denunciato con l'accusa di aver sparato con il suo fucile da caccia ad un gatto nel centro abitato di Vaglia, un paese in provincia di Firenze.

Il povero animale si aggirava tranquillamente nei pressi dell'abitazione dell'anziano quando questo, uscito dalla porta di casa imbracciando un fucile, ha sparato alcuni colpi all'indirizzo del gatto colpendolo in faccia.

L'animale, subito soccorso dai passanti e affidato alle cure di un veterinario, purtroppo ha perso un occhio ma non è in pericolo di vita. 

L'uomo è stato individuato,dopo gli accertamenti dell'Ente Nazionale Protezione animali, dalla Polizia provinciale ed è partita la denuncia per maltrattamenti ai danni di animali e rischia la reclusione da 3 mesi a 1 anno ed una multa da 3mila a 15mila euro.

L'anziano avrebbe giustificato il suo gesto dicendo che non sopportava più i gatti che gironzolavano vicino la sua abitazione perché urinavano e defecavano sulla soglia di casa.

Questi gesti di violenza sugli animali  non possono avere una giustificazione.

I maltrattamenti vengono inflitti a soggetti più deboli, in questo caso animali e le violenze hanno due direttive distinte:

violenze legalizzate e giustificate con il prioritario interesse dell'uomo come le vivisezioni, gli  esperimenti nei laboratori, il confezionamento di pellicce e capi in pelle;

violenze crudeli e gratuite ai  fini del divertimento o per intolleranza.

La normativa attuale, con la legge 189 del 2004, ha inasprito le pene per la violenza ai danni di animali ma questo non spaventa chi continua ad infliggere maltrattamenti e crudeltà verso soggetti che dovrebbero essere tutelati,se non amati, perché ogni forma di vita merita rispetto.