La tragica scomparsa di Finlay Tarling, il diciannovenne corridore britannico deceduto lo scorso venerdì durante la Volta a Portugal, continua a far discutere e a sollevare drammatici interrogativi sulla sicurezza dei percorsi nel ciclismo professionistico. Nelle ultime ore, la GNR (Guardia Repubblicana Nazionale) ha rilasciato ulteriori informazioni ufficiali sull'esatta dinamica del sinistro che è costato la vita al giovane corridore.

L'incidente in discesa al chilometro 85

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato dal quotidiano portoghese Observador, l'incidente si è verificato al chilometro 85,3 di una tappa lunga 166,8 chilometri.

In un'intervista rilasciata al Jornal da Tarde della rete televisiva RTP, il Tenente Colonnello Carlos Canatario della GNR ha confermato che il conducente del furgone, rimasto sotto shock dopo l'impatto, è risultato del tutto negativo ai test per l'alcol e le sostanze stupefacenti. L'automezzo viaggiava nella propria corsia di marcia ma in direzione opposta rispetto alla gara: nell'affrontare una brusca curva a sinistra in discesa, il giovane gallese ha tagliato la traiettoria finendo nella corsia di sinistra, impattando frontalmente con il veicolo.

La ricostruzione: il via libera da parte dei passanti

Uno degli elementi più sconcertanti emersi dall'indagine riguarda le modalità con cui il furgone è entrato sul tracciato.

Il veicolo ha fatto il suo ingresso sul percorso attraverso una strada di accesso secondaria, sprovvista di agenti ma dotata di regolare segnaletica di gara.

«Sappiamo che l'automobilista si è fermato sulla strada di accesso, ha visto passare il gruppo principale, ha atteso un attimo e ha chiesto ad alcuni passanti se la gara fosse finita. Gli sarebbe stato risposto che gli ultimi corridori erano ormai transitati e che poteva proseguire», ha spiegato Canatario.

L'uomo si è dunque immesso sul percorso fidandosi delle indicazioni errate degli spettatori a bordo strada, ignaro del fatto che il carro scopa (il mezzo di chiusura gara) non fosse ancora passato.

La replica della polizia: «Impossibile presidiare ogni incrocio»

Di fronte alle critiche sulla mancata chiusura totale degli accessi, il rappresentante della GNR ha difeso la gestione dell'ordine pubblico sottolineando le difficoltà logistiche nel blindare centinaia di chilometri di gara:

«È matematicamente impossibile collocare un ufficiale di polizia a ogni singolo ingresso del percorso. La priorità viene data ai punti di accesso principali, dove veicoli e persone hanno maggiori probabilità di entrare. Questo era un punto di accesso secondario, privo di agenti ma provvisto di segnaletica.»

La dinamica dei ritardatari e la scorta delle moto

Canatario ha poi ricostruito i concitati momenti precedenti allo scontro, spiegando come in quel momento la corsa fosse frazionata in tre spezzoni: il gruppo di testa, il gruppo principale e tre ritardatari staccati, tra cui il compianto Tarling.

«È importante capire che la squadra di sicurezza mobile deve adattarsi continuamente lungo tutta la gara, perché la conformazione del gruppo cambia in ogni momento. In coda, al camion scopa, avevamo una volante della polizia e due motociclette per proteggere i corridori staccati. Quando i tre atleti hanno iniziato a staccarsi dal gruppo, le due moto sono andate avanti per superarli e garantire la copertura.»

In quel tratto, Tarling si trovava a ridosso della vettura di supporto della propria squadra. Tuttavia, non appena è iniziata la discesa, il diciannovenne ha accelerato guadagnando margine sulla propria ammiraglia, mentre le moto non sono riuscite a riagganciarlo immediatamente prima della curva in cui si è verificata l'impatto.

Le polemiche sulla sicurezza

Mentre l'indagine ufficiale proseguirà per accertare ogni eventuale responsabilità penale, sulle piattaforme social continuano a circolare video e testimonianze di altri ciclisti impegnati nella corsa portoghese che si sono trovati ad incrociare il traffico ordinario durante l'ottava tappa, riaccendendo pesantemente il dibattito sulla gestione della sicurezza nelle corse del ciclismo.