La notizia del ritrovamento del presunto cranio "extraterrestre", allungato e dalla forma di un uovo, ad Arkaim (Russia), ha prodotto, come ovvio che sia, un giro di opinioni nell'ambito ufologico. Tra questi, abbiamo la voce autorevole del presidente del CUN (Centro Ufologico Nazionale) Vladimiro Bibolotti, il quale, concedendo una intervista in esclusiva per "Blasting News", afferma di non essere pienamente d'accordo sulla tesi ortodossa degli scienziati.

Presidente Bibolotti, perché non è d'accordo sulla spiegazione convenzionale dei ricercatori accademici?

"Gli archeologi e gli etnologi sostengono che i crani allungati sono di origine terrestre. Bene, vorrei comunque domandare a queste persone, che ancora non hanno certezze su come l'agricoltura e l'aratro siano comparse contemporaneamente in tutti i continenti, come mai tante civiltà ed etnie antiche si sono prodigate ad allungare i crani? Forse per emulazione?"

In che senso?

"La moda ci insegna l'emulazione dei costumi. Infatti, una tendenza diventa moda. Ma modificare fin dalla nascita il cranio, mi sembra una spiegazione forzata e non dimostrabile, a meno che non si provi a deformare i crani.

E di solito, quando non c'è un esperimento non c'è alcuna prova galileiana".

Il tema quindi è sottovalutato?

!Assolutamente sì, il tema dei crani anomali è stato liquidato da molti ricercatori troppo frettolosamente. L'uomo, da quando è apparso su questo pianeta, non è mai regredito, ma è sempre progredito".

E ciò produce un possibile "rompicapo" per i ricercatori accademici?

"Certo. Se l'uomo progredisce, sia tecnologicamente che culturalmente, come mai oggi non riusciamo a produrre questo genere di cose? Oppure, come mai - se ci allarghiamo ad altri presunti anacronismi storici - esistono gli stessi modelli architettonici sorti contemporaneamente? Sincronicità junghiana? Mah".

Concludendo, quindi, cosa può dire in merito al ritrovamento del presunto cranio "extraterrestre" in Russia?

"Se esiste un modello, esiste anche una matrice originaria di riferimento. Nei musei non ho mai visto crani allungati, deformati sì, ma non allungati. E questo lascia pensare molto".