Gli inquirenti stanno cercando di fare ulteriore luce sulla morte di Marco Vannini (20 anni) ucciso a Ladispoli lo scorso Maggio a casa della fidanzata e dei genitori di lei. Si stanno analizzando ora i tabulati telefonici, in quanto si ipotizza che, dopo il ferimento del giovane, i Ciontoli avrebbero ricevuto alcune istruzioni su come occultare le prove. Ripetiamo! Al momento questa affermazione è solo una supposizione, nulla di concreto, ma è una pista da non ignorare, meritevole di opportune analisi.
Ciontoli ha cambiato versione
Intanto Antonio Ciontoli (48 anni) il suocero di Marco, ha cambiato la sua versione, affermando che lo sparo al genero sarebbe stato solamente: "Un tragico scherzo". Marco Vannini svolgeva l'attività di bagnino durante l'estate, ma il suo sogno era quello di entrare nell'Arma dei carabinieri. La sua mamma, la signora Marina Conte, ha dichiarato alla nota rivista settimanale Giallo: "Per me Marco quella sera ha visto qualcosa che non doveva, hanno voluto chiudergli la bocca".
E' stato omicidio volontario?
Inizialmente, Antonio Ciontoli aveva detto agli inquirenti di aver sparato a Marco per sbaglio in bagno, mentre il ragazzo si stava lavando.
Il dottor Michele Giuttari, ex-poliziotto e collaboratore di Giallo, in uno dei suoi articoli ha confermato egregiamente un'importante perizia: ossia come la pistola del Ciontoli (che ricordiamo essere un militare) fosse difettosa e se qualcuno avesse voluto far partire un colpo da essa, avrebbe dovuto imprimere una certa pressione sul grilletto. Ergo: le dichiarazioni dell'uomo non reggono e non hanno mai retto. Soprattutto ora, che, come è stato detto ad inizio articolo, ha presentato una seconda versione completamente diversa. E' difficile cercare uno spiraglio di luce nel caso Vannini, si va a tentoni, si può parlare al riguardo, almeno per il momento, solo con i "se" e con i "ma". Gli inquirenti non hanno escluso un possibile litigio tra suocero e genero, degenerato poi in maniera tragica. Nonostante tutto, una delle poche affermazioni certe (e significative) che possiamo elaborare è che chi ha sparato al 20enne, non lo ha fatto per errore.