A quasi trent'anni dalla mostra alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, sull'arte di corte di una Russia cosmopolita, con arredi e quadri provenienti dal museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, quando non era ancora crollato il Muro di Berlino, ritorna in Piemonte un'esposizione definita grandiosa dalla presidente della Fondazione Musei Torino, Patrizia Asproni. L'evento culturale illustra la storia della pittura francese dal Seicento alla fine dell’Ottocento, a partire dai pittori della famiglia Van Loo, fino all'en plein air di Cézanne.
Visitabile fino al 4 luglio, "Da Poussin agli Impressionisti" a Palazzo Madama è uno splendido esordio per il nuovo direttore Guido Curto, fino a due giorni fa responsabile scientifico della pinacoteca Accademia Albertina, e ieri con il ministro della cultura Dario Franceschini. Questi, in mattinata ha visitato anche la mostra al Museo Egizio di Torino, "Il Nilo a Pompei", in sinergia con la soprintendenza di Pompei. Ci teneva particolarmente a questo evento, perché si tratta di un progetto realizzato con l'ausilio dell'ex direttrice di Palazzo Madama, Enrica Pagella, che ora è andata a dirigere il complesso Polo Reale.
Soddisfatti tutti, dai restauratori del centro della Venaria Reale al direttore dell'Ermitage, Mikhail Piotrovsky, che 3 anni fa ha firmato con il sindaco Piero Fassino l'intesa di collaborazione tra Torino e e San Pietroburgo, convinto che la cultura possa aiutare i Paesi nei momenti difficili. Ha ricordato che il suo Museo espone anche un dipinto a Cagliari, ha anticipato una mostra all'Ermitage sull'arte povera subalpina e un'altra top secret presso il Museo Egizio che ha trovato stupendo. Da parte sua, il ministro Franceschini ha detto che sono iniziative che si possono intraprendere, visto che il bilancio del suo ministero è in positivo di 2 miliardi di euro e il governo Renzi ha stanziato un altro miliardo.
Le innovazioni per i giovani
Dal colore al profumo, tutto a Palazzo Madama ricrea l'Ermitage con innovazioni per proporre anche ai giovani la ricezione alla corte russa della pittura francese. Si tratta di "Artune", lo storytelling di Frankie hi-nrg mc, al quale hanno collaborato diversi cantanti e artisti italiani, tra cui Paola Turci, Andrea Mirò, Simone Cristicchi, Dario Vergassola, Giuliano Sangiorgi, Neri Marcorè. La mostra è composta da 72 opere dei collezionisti che dal periodo rococò hanno portato nella grande patria russa i tesori della "ville lumière". Nel complesso, circa 2mila opere d'arte custodite all'Ermitage: si va da Pietro Il grande a Caterina di Russia che nel 1772 si aggiudicò gran parte dei dipinti raccolti a Parigi dall'amateur Pierre Crozat tra il Seicento e il Settecento.
"La Madonna con il bambino" di Simon Vouet dà il senso religioso di un'epoca influenzata da Caravaggio e dai veneti. Dai ritratti si passa al paesaggio, da Watteau a Fragonard, passando per Vernet e Chardin. Si ritorna alla purezza del mondo classico con Ingres, fino all'orientalismo di Delacroix con "l'Arabo che sella il suo cavallo". Trionfano poi gli impressionisti con Renoir, Sisley, Monet, Pissarro e quindi Gauguin e Matisse, di cui sono esposti capolavori come la "Testa di donna",il "Covone di fieno a Giverny" e il "Paesaggio con capre", per chiudere in crescendo con una spettacolare "Natura morta con tenda" di Cézanne.
L'imperdibile mostra si potrà seguire anche su Twitter, se si è interessati al progetto Artune, e su Periscope con dirette video.
Inoltre, sarà visibile anche su Pinterest, con le celebri Madame de Pompadour, Caterina la Grande, Maria Antonietta e la prima femminista Olympe de Gouges. Su Facebook, invece, si troveranno spunti letterari, musicali, storico-filosofici e pop. La mostra sarà "social" anche su Spotify e Instagram, il social network per gli amanti delle fotografie.