Per protesta contro i tagli alle lezioni, un gruppo di genitori ha deciso di presentarsi con un gregge di pecore pretendendo di iscriverle a scuola per far fronte al numero esiguo dei bambini. Succede in una località di montagna nel sud della Francia, a Crêts-en-Belledonne. Il sindaco li ha accontentati, e le ore di insegnamento sono state mantenute integre.
Studenti a quattro zampe, la proposta di alcuni genitori contro il taglio delle lezioni
Nella regione dell'Alvernia-Rodano-Alpi, a sud della Francia e a pochi chilometri dal confine italiano, in un villaggio di montagna chiamato Crêts-en-Belledonne, l'amministrazione cittadina ha deciso di tagliare le ore di lezione alla scuola per mancanza di bambini da istruire, lasciando così quei pochi bambini senza una istruzione adeguata. Preoccupati dalla situazione, un gruppo di genitori si è presentato alle porte della scuola con un gregge composto da 15 pecore, tentando di iscriverle a scuola per raggiungere un numero sufficiente affinché le lezioni non subissero dei tagli significativi.
L'originale iniziativa, nonostante l'iniziale sconcerto, ha sorprendentemente sortito gli effetti desiderati. Il sindaco della cittadina, Jean-Louis Marais, ha incontrato i genitori ideatori di questa iniziativa ed infine ha iscritto a scuola le 15 pecore che dovrebbero fungere da alunni a quattro zampe. Oltre alla soddisfazione degli adulti per il successo conseguito delle ore di lezione rimaste le stesse, c'è anche la gioia dei più piccoli nel trovare come compagni di scuola delle graziose pecorelle nel giardino dello stesso edificio.
Il problema della scarsa istruzione soprattutto nelle zone meno abitate
Nelle zone spesso di campagna e di montagna, in cui il tasso di popolazione è meno denso rispetto ai grandi centri abitati, il pericolo di avere pochi bambini da istruire e dunque una riduzione di ore di lezione è sempre più preoccupante.
Per quanto una trovata del genere possa suscitare da una parte sconcerto e dall'altra ilarità, è stato comunque un modo per non penalizzare dei bambini che non vivono in cittadine più piccole e quindi costretti ad una realtà che già di per sé molto stretta, rischia di non offrire loro alcuno sbocco sia istruttivo che lavorativo una volta divenuti adulti. Ne consegue che un atto del genere non solo è stato significativo per l'istruzione di alcuni bambini altrimenti penalizzati dal loro stesso luogo di residenza, ma è un'ottima iniziativa per accordare la vita di tutti i giorni e l'impegno che ne deriva con uno sviluppo continuato e naturale dell'amore nei confronti degli animali e per la loro salvaguardia.