Il primo di una serie di incontri già calendarizzati per la Scuola si è svolto ieri 6 maggio. Al Miur, rappresentanti del Governo, con in prima linea il titolare del dicastero, il Ministro dell'Istruzione Università e Ricerca, Marco Bussetti, hanno incontrato i sindacati per iniziare ad affrontare i punti oggetto dell' intesa dello scorso 24 aprile.
"Un incontro importante e proficuo", così ha commentato il Ministro a margine del summit di ieri mattina. Adesso si è già provveduto a mettere in agenda i prossimi incontri del mese di maggio, il 14, il 20 e il 28.
Numerosi i punti di discussione che ieri hanno toccato tutti gli argomenti, dalla ricerca di stabilizzare i precari storici della scuola al rinnovo del contratto ormai scaduto il 31 dicembre scorso.
Nei prossimi appuntamenti anche gli aumenti di stipendio
Se il prossimo appuntamento del 14 maggio, quando torneranno al tavolo di lavoro al Miur, governo e sindacati, sarà dedicato ai dirigenti scolastici, per quello del 20 maggio l'argomento sarà il contratto e i potenziali aumenti di stipendio. Un argomento su cui i lavoratori del comparto attendono notizie dopo la scadenza del vecchio contratto del 31 dicembre scorso, dopo l'erogazione delle indennità di vacanza e dopo la prima intesa del 24 aprile scorso.
Secondo i sindacati gli stipendi del comparto vanno aumentati anche perché in media sono tra i più bassi in Europa oltre che rappresentare il gruppo di lavoratori di fascia stipendiale più bassa in tutta la Pubblica Amministrazione italiana.
In base ai dati 2018 del consueto rapporto Ocse, il personale della scuola nostrana percepisce in media il 24% in meno dei colleghi europei. Il lavoro e gli stanziamenti per la futura legge di bilancio devono proseguire quello avviato con la manovra di quest'anno che per la scuola ha stipato 43 euro di aumento lordo a regime, cifre confermate anche nella recente nota di aggiornamento del Def.
Soluzioni al precariato storico
La tematica dei precari della scuola è stata largamente affrontata ieri.
Si tratta di una delle principali prerogative dei sindacati che cercano di trovare il modo per stabilizzare i lavoratori della scuola che da oltre 36 mesi continuano a lavorare senza contratti stabili. Si è discusso sulla apertura di una fase transito con un percorso di abilitazione loro riservato ed esclusivo per permettergli l'immissione in ruolo. Tra le agevolazioni per questi precari di lungo corso trova conferma, dal summit di ieri mattina, la probabile esenzione per loro dalle prove preselettive del concorso. Probabile anche che a loro non vengano chiesti i 24 crediti formativi universitari. Altre agevolazioni potrebbero essere una riserva dei posti del concorso loro dedicata ed una supervalutazione nel punteggio, per i loro anni di servizio da precari svolti in ambito scolastico.