Il tanto discusso TTIP è finalmente consultabile. Il Ministero dello Sviluppo Economico, lunedì mattina, ha ufficializzato l'apertura di una sala lettura in via Veneto, 33, in cui sarà possibile visionare i documenti che l'Unione Europea e gli Stati Uniti stanno discutendo dal 2013. Si tratta di una decisione storica, perché per la prima volta vengono resi pubblici i documenti riservati relativi a un trattato internazionale di questa portata.

La consultazione sarà limitata ai parlamentari e ai funzionari governativi, ma non potranno prendere o fotocopiare i testi.

La segretezza dei negoziati ha provocato la protesta e l'indignazione dell'opinione pubblica in Europa. Più di 3 milioni di europei hanno firmato una petizione per fermare il TTIP e lo scorso autunno, 250 mila persone si sono radunate a Berlino per chiederne la cancellazione. Da Donald Trump a Jeremy Corbyn, l'ampio fronte di contrari sostiene che il commercio rischia di diventare lo strumento delle grandi multinazionali per influenzare le decisioni politiche.

La pubblicazione dei documenti darà sicuramente più credibilità al Trattato, nonostante ci siano ancora molti punti da chiarire e analizzare. Alcuni governi, infatti, iniziano ad avere dubbi sulla convenienza dell'accordo e spinti dall'opinione pubblica, cercano di sfilarsi dai negoziati. Il Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Junker, ha reso noto che a fine giugno chiederà il mandato per proseguire i negoziati, visto che le proteste hanno rallentato i lavori.

Il TTIP è pubblico e in discussione, ma il trattato con il Canada aspetta la rettifica

Il TTIP è sicuramente il più discusso tra i trattati di nuova generazione. Pochi però conoscono gli altri. Il TTIP infatti ha un fratello minore - il CETA - o l'Accordo Economico e Commerciale Globale tra l'Unione Europea e il Canada.

L'accordo è ormai nella sua fase finale, visto che sia la Commissione Europea che il Governo canadese hanno già firmato i negoziati e sono in attesa della ratifica entro i prossimi 12 mesi.

Il fatto che sia stato già firmato lo ha reso pubblico e potrebbe essere utile a far chiarezza anche su quello che è in realtà il TTIP nei dettagli. Il CETA (come il TTIP) prevede un nuovo sistema giuridico transnazionale, l'ICS, che darà libertà e poteri agli investitori alle multinazionali straniere. In pratica, se il Governo italiano decidesse di bandire alcune sostanze chimiche ritenute dannose per la salute pubblica, o decidesse di alzare gli standard per la sicurezza alimentare, una multinazionale canadese, che opera in Italia, avrà il diritto di citare in giudizio lo Stato italiano per "unfairness" - ingiustizia.

Il termine ingiustizia significa che per l'impresa, queste leggi dello Stato ostacolano il profitto, quindi danneggiano l'investitore - nonostante difendano la salute pubblica. E lo Stato, quindi i contribuenti, dovrà pagare i danni all'investitore. Questo organismo non è altro che il tanto discusso ISDS (Investor-State Dispute Statement), mascherato con una nuova sigla e non avrà nessun controllore, poiché le cause saranno gestite dai legali delle multinazionali. È un sistema molto squilibrato e sta per essere ratificato. 

Sicuramente sia il TTIP che il CETA hanno dei punti che serviranno a facilitare gli scambi commerciali e saranno uno stimolo per la crescita dell'economia di entrambe le sponde dell'Atlantico. Ma i punti critici sono molti e, per come si presenta attualmente, è sicuramente squilibrato in favore delle grandi multinazionali.