Andrea Munari, amministratore delegato di Banca Nazionale del Lavoro, appartenente al gruppo bancario transalpino BNP-PARIBAS è al timone da appena nove mesi. A lui il compito ingrato di ristrutturare Bnl. Non verso l'home banking, come la maggior parte delle banche ha esigenza di fare, bensì verso il settore dei grandi clienti. Il risultato è in comune, purtroppo, a numerosi altri settori dell'economia: stiamo parlando di tagli al personale.
La strategia di Munari si basa soprattutto sul prepensionamento incentivato di oltre 700 dipendenti. Ciò consentirà di chiudere oltre 100 sportelli sparsi per il territorio nazionale e aprire poli di attrazione per i grandi clienti a Milano, Roma e Napoli. Altra misura avversa ai lavoratori è la riduzione del 30% dei premi di produzione. Stando così le cose, i sindacati sono molto contrari: la ristrutturazione sembra basarsi esclusivamente su sacrifici da chiedere al personale.
Banche, addio agli sportelli
In Italia comunque l'intero comparto bancario si trova all'alba di una rivoluzione paragonata da Repubblica a quella della trasformazione del settore manifatturiero degli anni Settanta.
Si stima, infatti, che saranno oltre 50 mila i prepensionamenti nei prossimi anni. Questo perché le banche stanno compiendo un dietrofront strategico dallo sportello bancario all'home banking. Nel futuro, insomma, molte banche si approcceranno al cliente seguendo il modello Fineco, spostando cioè interazioni e transazioni via web. Un'evoluzione richiesta anche dalla domanda, d'accordo, ma c'è chi si chiede se l'apertura di filiali bancarie e altre scelte non siano stata troppo disinvolte negli scorsi anni in Italia.
Lo Stato stanzierà fondi per le banche
Come spesso accade, ci penserà la collettività a dare una mano al riequilibro del sistema: il Governo ha siglato un accordo con banche e sindacati per finanziare i pre-pensionamenti dei prossimi tre anni.
Oltre al fondo di categoria, le banche potranno contare su un contributo che il Governo è intenzionato a mantenere sotto i 150 milioni di euro annui. Vedremo se questi sforzi basteranno a stabilizzare un settore come quello bancario, che anche in Germania vive congiunture non semplicissime da risolvere.