Il Sicilia Queer Filmfest giunge quest'anno alla decima edizione. Sicuramente è la più difficile, perché gli organizzatori hanno voluto confermare la qualità delle precedenti edizioni, celebrare un traguardo, tracciare un bilancio, dare una prospettiva di ripartenza, ma devono soprattutto ottemperare alle più stringenti norme sanitarie. Così la data palermitana è stata spostata da maggio a settembre: si parte il 15 settembre con il film italiano 'Samp' di Antonio Rezza e Flavia Mastrella e si chiude il 20 settembre con il taiwanese 'Days' di Tsai Ming-liang.

Il lavoro del direttore artistico, Andrea Inzerillo, e organizzativo, Giorgio Lisciandrello, si è interfacciato con il Comune di Palermo: l'ingresso al Cinema De Seta dei Cantieri Culturali alla Zisa sarà scaglionato per non creare code, ridotto in termini di capienza e alternato in tre fasce orarie per consentire la sanificazione dei locali.

Biglietti acquistabili solo online su Vivaticket, per evitare assembramenti.

Accordo con MyMovies per il Sicilia Queer Filmfest

Molte cose in comune hanno quest'anno la Mostra del Cinema di Venezia e Sicilia Queer Filmfest. Intanto l'accordo con la piattaforma streaming MyMovies. Ciò consentirà al pubblico, registrandosi per tempo, di guardare gratuitamente in streaming i 14 cortometraggi della sezione Queer Short del festival e i 9 lungometraggi del concorso Nuove Visioni. Si potranno vedere solo al cinema De Seta, invece, il film di apertura 'Samp', il film di chiusura 'Days' e i film della sezione Retrovie Italiane curata da Umberto Cantone, 'Parigi o cara' con Franca Valeri e 'I dolci inganni' con Catherine Spaak, un modo per celebrare i sessant'anni de 'La dolce vita' di Fellini.

Con Venezia in comune c'è anche la necessità di snellire il festival di eventi che possano creare assembramenti, dunque la giuria internazionale lavorerà da remoto e alcune sezioni del festival quest'anno al Sicilia Queer non ci saranno.

Anche una mostra e un luogo di discussione pubblica durante il Sicilia Queer

Attesa per il progetto fotografico 'Cose da salvare in caso di incendio' curato da Antonio Leone e realizzato da Roberto Boccaccino e Rori Palazzolo, mentre a orario aperitivo si apriranno discussioni pubbliche con artisti, intellettuali, personalità della vita civile palermitana e spettatori del festival.

Secondo il direttore artistico Andrea Inzerillo i temi non mancano e "il festival è un luogo di scambio".

In conferenza stampa Inzerillo ha fatto cenno alle condizioni di gestione di alcuni spazi culturali palermitani ("il cinema De Seta è un morto retto in piedi da tre o quattro associazioni"), ai festival culturali indipendenti, alla non omologazione dei linguaggi cinematografici ("la cinematografia brasiliana è particolarmente vivace, diversamente vivace"), ai diritti sociali e alla polemica tra Franco Maresco e la Rai per il film premiato a Venezia, 'La mafia non è più quella di una volta' ("Il Sicilia Queer Filmfest manifesta solidarietà a Franco Maresco").

I numeri del Sicilia Queer Filmfest

Uno dei selezionatori del festival, Etrio Fidora, ha raccolto alcuni dati sui dieci anni del Sicilia Queer Filmfest, snocciolati dal direttore Inzerillo in conferenza stampa.

Il festival palermitano ha proposto 580 titoli tra cortometraggi e lungometraggi, 123 film in anteprima nazionale, 109 film italiani. I film stranieri sono arrivati da 57 diversi paesi, mentre sono stati ospitati a Palermo 50 giurati da 13 diversi paesi. Gli ospiti internazionali sono stati oltre 100, mentre gli spettatori sono stati circa 15.000. Il costo di 9 anni di festival? Stimabile in circa 600.000 euro, il budget annuo di alcuni festival non altrettanto sperimentali.

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