Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), Adolfo Urso, ha concesso a Electrolux tempo fino al 15 giugno per ritirare il piano industriale attualmente in discussione. L'ultimatum è giunto durante un incontro tenutosi il 25 maggio 2026, con l'obiettivo di avviare una discussione più costruttiva con tutte le parti coinvolte. La riconvocazione del tavolo di confronto è già stata fissata per la stessa data, il 15 giugno, come confermato da fonti sindacali.
Durante la riunione, il Ministro Urso ha lanciato un appello diretto all'azienda, chiedendo il ritiro del piano presentato e l'apertura di un «confronto vero, per costruire insieme una soluzione industriale condivisa e sostenibile». La richiesta è chiara: «Serve un nuovo piano industriale fondato su investimenti e innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell'occupazione». Urso ha altresì ribadito la piena disponibilità del Governo a collaborare attivamente: «Noi siamo pronti a fare la nostra parte. Anche nelle crisi più difficili si può arrivare a un accordo che eviti licenziamenti, mantenga aperti gli stabilimenti e dia prospettiva produttiva.
Lo abbiamo dimostrato con Beko. Anche in questo caso lavoriamo insieme, con responsabilità».
La posizione del Governo e le richieste per Electrolux
Il piano industriale di Electrolux è stato categoricamente definito «inaccettabile» dal Ministro Urso, il quale ha sottolineato l'urgenza di un radicale cambio di impostazione da parte del gruppo. L'obiettivo primario del Governo, in stretta collaborazione con gli enti territoriali interessati, è triplice: difendere la capacità produttiva italiana, salvaguardare l'occupazione e assicurare un futuro industriale solido al settore. «Chiederemo a Electrolux un nuovo piano industriale, su cui avviare un confronto vero con Governo, Regioni e sindacati, che non preveda licenziamenti collettivi», ha affermato Urso, delineando la strada da seguire.
Questa linea dura è pienamente condivisa tra il Governo e le Regioni, che si oppongono fermamente a qualsiasi decisione che possa compromettere il lavoro, la produzione e le filiere industriali. Il ministro ha evidenziato l'importanza cruciale di una strategia aziendale lungimirante, basata su investimenti significativi, innovazione tecnologica e una robusta tutela della capacità produttiva, sfruttando appieno tutti gli strumenti pubblici a disposizione.
La vertenza Electrolux: un quadro generale
Electrolux, colosso multinazionale nel settore degli elettrodomestici, opera in Italia con numerosi stabilimenti. La delicata vertenza attuale è scaturita dalla presentazione di un piano industriale che ha generato profonde preoccupazioni tra le organizzazioni sindacali e le istituzioni, a causa delle potenziali e significative ricadute sull'occupazione e sulla produzione.
Il tavolo di confronto, convocato presso il Mimit, riunisce il Governo, i rappresentanti delle Regioni coinvolte e i sindacati, tutti impegnati a individuare una soluzione condivisa che possa salvaguardare i posti di lavoro e assicurare la continuità produttiva degli impianti italiani.
Il 15 giugno si profila come una data cruciale: è il termine ultimo entro cui Electrolux dovrà prendere una decisione definitiva. L'azienda è chiamata a scegliere se ritirare il piano contestato e intraprendere un nuovo percorso di confronto, o affrontare le conseguenze di un mancato accordo. Questo appuntamento segnerà il prosieguo della discussione tra tutte le parti coinvolte, con l'auspicio di trovare un'intesa che tuteli il futuro industriale e occupazionale.