I mercati azionari europei procedono senza una direzione chiara, in una giornata dominata dall’attesa e da pochi spunti macro significativi. A influenzare il sentiment sono la decisione della Federal Reserve di lasciare invariati i tassi e la firma della tregua tra Stati Uniti e Iran, elementi che non hanno però prodotto movimenti rilevanti sui listini.
Anche i dati sui sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti e l’avvio positivo di Wall Street non sono riusciti a dare una spinta decisiva ai mercati europei.
Francoforte guida, Londra in calo
Tra le principali piazze finanziarie, Francoforte si conferma la migliore con un rialzo dello 0,4%, mentre Londra è la più debole, in flessione dello 0,8% dopo la decisione della Bank of England di mantenere invariati i tassi d’interesse.
In questo contesto, Piazza Affari si muove attorno alla parità, alternando rialzi e ribassi senza una direzione precisa.
Energia sotto pressione, banche in sostegno
A pesare sul listino italiano sono soprattutto i titoli energetici e industriali. Saipem arretra del 5%, mentre Stellantis perde il 4,7%, risentendo della debolezza del settore automobilistico europeo.
In calo anche il petrolio, con il Brent sotto i 75 dollari al barile (-3%), che incide su Eni, in flessione di circa due punti percentuali a 21,4 euro.
Sul fronte energetico si registra inoltre un forte ribasso del gas naturale, in calo del 3% a 40,6 euro/MWh.
Le banche offrono invece un sostegno al mercato: Unicredit e Banco BPM guadagnano oltre l’1%, contribuendo a stabilizzare l’indice. In evidenza anche STMicroelectronics (+1,7%) e Prysmian, in crescita superiore al 2%.
Valute e spread stabili
Nel comparto obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund a 10 anni si mantiene stabile tra 70 e 71 punti base.
Sul mercato valutario, l’euro arretra leggermente dello 0,3% sul dollaro, attestandosi a quota 1,146.