Il futuro del Porto di Trieste, alla luce della riforma complessiva dei porti, è stato il fulcro di un dibattito organizzato a Trieste da Dialoghi Europei. Renato Romano, presidente del centro studi promotore dell'iniziativa, ha sottolineato l'importanza di un "quadro di confronto e dialogo" su questo tema cruciale per il settore.

Diversi rappresentanti istituzionali e territoriali hanno espresso le loro posizioni.

Franco Mariani, in rappresentanza dell’Agenzia per il lavoro portuale, ha manifestato dubbi, definendo la riforma una "soluzione di forte centralizzazione" che potrebbe sottrarre ai territori visioni, strategie e risorse economiche. Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, ha paventato la creazione di un nuovo soggetto che "duplichi le funzioni del ministero", prefigurando una carenza di coordinamento e un "forte impoverimento dei territori, che indebolirà i Porti". La deputata Debora Serracchiani ha evidenziato la portualità italiana come fondamentale per l’Europa, criticando l'operato di Porti Spa che "non le sta facendo bene".

Il segretario generale dell’Autorità di sistema portuale, Natale Ditel, ha concluso sottolineando l'attesa per le decisioni della commissione trasporti della Camera.

La Riforma e il Ruolo di Porti d’Italia Spa

La riforma portuale introduce Porti d’Italia Spa, una società pubblica sotto la vigilanza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Questa nuova entità avrà il compito di gestire la regia nazionale degli investimenti infrastrutturali strategici, la manutenzione straordinaria, l'identificazione delle opere di interesse generale e la promozione del sistema portuale italiano a livello internazionale. Le Autorità di Sistema Portuale (AdSP) manterranno la gestione territoriale, la manutenzione ordinaria e il rilascio delle concessioni, ma saranno sgravate dal peso finanziario delle grandi opere.

La riforma si propone inoltre di semplificare le procedure, accelerare l'approvazione dei piani regolatori portuali e promuovere l'economia circolare attraverso il riutilizzo dei materiali, rafforzando la vigilanza ministeriale.

L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale

L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, guidata da Natale Ditel, esercita la sua giurisdizione sui porti di Trieste e Monfalcone. Questa AdSP opera secondo la legge 84/1994 aggiornata, mantenendo le proprie competenze operative locali in linea con il modello delineato dalla riforma.