Tante le novità emerse in queste ore con riferimento alla pensione 2014 per dipendenti pubblici e privati: in mattinata il ministro Madia ha infatti presentato 4 emendamenti soppressivi di altrettante norme previdenziali contenute nella riforma PA con ciò aprendo la strada a nuovi ed imponderabili orizzonti. A pesare come un macigno il parere della Ragioneria di Stato, a cui non erano proprio andati già alcuni capitoli di spesa individuati all’interno di numerosi emendamenti presentati con riferimento alla riforma della PA (primo fra tutti, quello su Quota 96 della Scuola); adesso l’orizzonte previdenziale appare profondamente mutato, con la configurazione della pensione 2014 per pubblici e privati paventata sino a qualche settimana fa ad essere tornata pesantemente in discussione.
La manovra Madia sulla riforma della PA ha spiazzato tutti, i rilievi mossi dalla Ragioneria erano si seri ma ad un primo bilancio lasciavano dei margini di trattativa. E adesso? Cerchiamo di delineare gli assetti futuri non prima però di aver elencato i requisiti INPS per l’accesso alle pensione 2014 di pubblici e privati e le principali modalità di calcolo.
Calcolo pensione 2014 pubblici e privati: ecco i requisiti INPS
Parlando di pensione 2014 per dipendenti pubblici e privati non possiamo non elencare i requisiti previsti dall’INPS con riferimento alla possibilità di fruire della pensione anticipata 2014 e della pensione di vecchiaia. Partendo da quest’ultima, ecco lo schema d’accesso per le donne:
- 66 anni e 3 mesi per le dipendenti statali;
- 64 anni e 9 mesi per le lavoratrici autonome;
- 63 anni e 9 mesi per le lavoratrici del settore privato
Calcolo pensione 2014 pubblici e privati: norme riforma PA e manovra Madia, ecco i dettagli
Come accennato in apertura, la configurazione della pensione 2014 per pubblici e privati è totalmente stata riscritta dal provvedimento Madia: il ministro ha profondamente modificato la riforma della PA presentando 4 emendamenti soppressivi in riferimento ad altrettante norme previdenziali. Una dopo l’altra sono dunque cadute le norme che fissavano la possibilità di accesso al pensionamento a quota 62 anni d’età senza penalizzazioni e quelle che regolavano il pensionamento d’ufficio per professori universitari e medici primari (per queste categorie, la bozza prevedeva un’uscita dal lavoro non prima dei 68 anni d’età). La manovra Madia ha dunque riscritto il capitolo previdenziale della riforma della PA e ogni scenario adesso appare possibile: l’unica regola che ha resistito alla scure Madia è stata quella che attribuisce all’Amministrazione la possibilità di pensionare d’ufficio un dipendente pubblico purchè abbia già compiuto 62 anni d’età. Il ministro si è visto ‘costretto’ ad elidere queste misure per via dei rilievi mossi dalla Ragioneria di Stato, stando alla quale non erano state accantonate risorse sufficienti a finanziarie i provvedimenti: e Voi che cosa ne pensate? Credete ancora nel contenuto previdenziale della riforma della PA o pensate che allo stato attuale la manovra sul prepensionamento dei dipendenti pubblici abbia un raggio d’azione troppo limitato? Dateci il vostro parere commentando l’articolo qui sotto!