Con la recente approvazione della legge di stabilità 2015 si è dato il via ad una nuova riforma dei regimi fiscali agevolati, con particolare attenzione al mondo delle piccole attività. Il vecchio sistema dei minimi verrà infatti sostituito da un nuovo regime forfettario, che di fatto elimina il vincolo anagrafico e si apre ad una platea molto più vasta di potenziali beneficiari.

Ma non è tutto oro ciò che luccica, perché per alcune figure sono in arrivo delle pesanti penalizzazioni rispetto a quanto non avveniva in precedenza: professionisti, free lance e consulenti si vedranno infatti dimezzare il limite di fatturato, che passerà da 30.000 € annui a 15.000 €. Nel frattempo, triplicherà l'aliquota impositiva, che passerà dal 5% al 15%. Due vincoli che secondo molti determineranno la chiusura di moltissime attività (c'è chi stima il numero di 300.000 chiusure), visto che si dovranno poi sommare anche i costi di contribuzione della gestione separata Inps, destinata ad aumentare fino al 33% entro il 2018.

Sulle partite Iva interviene Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. Governo pensa a intervento in favore dei giovani.

Che il tema sia delicato e oggetto di dubbi lo rivela anche Cesare Damiano, che ha analizzato con cura i punti di criticità della recente legge di stabilità. Durante un'intervista alla testata "Il Giornale" ha spiegato che bisogna arrivare ad una riduzione della contribuzione Inps per i giovani titolari di partite iva se si vuole salvaguardare il lavoro autonomo, portandola al limite massimo del 24% (equiparandola così a quella dei dipendenti). Resta il fatto che un'apertura a delle modifiche sulle partite Iva destinate ai giovani è già arrivata negli scorsi giorni dal Premier Renzi, mentre secondo quanto recentemente riportato dal Corriere della Sera il sottosegretario all'economia Enrico Zanetti starebbe studiando come riformulare i paletti del nuovo regime forfettario.

L'ipotesi più probabile al momento sarebbe di riportare il limite di fatturato dei nuovi minimi in un range che vada dai 26000 ai 30000 euro l'anno, mentre l'aliquota sostitutiva dovrebbe arrivare in caso peggiore alla soglia del 12%. Una modifica che però al momento appare tutt'altro che scontata, visto che andrebbe attuata riducendo i nuovi sgravi previsti per artigiani e commercianti.

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